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Lo spettacolo della morte e i suoi aspetti politici

Autore
Claudia Covelli - Università degli Studi di Milano - [2002-03]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 133 pagine
  • Abstract
    Partendo dall'analisi del racconto di Kafka, "Nella colonia penale", la tesi è volta ad analizzare come, all'interno di una collettività organizzata, la persecuzione di un soggetto, la sua messa a morte e lo spettacolo della sua uccisione abbiano rappresentato, nel corso della storia delle società umane, un valido strumento nelle mani delle istituzioni politiche per fronteggiare le proprie crisi di potere. L'uccisione di un singolo, gìà collocato in una posizione di marginalità rispetto al centro del potere, ha fin dall'antichità costituito un mezzo per l'affermazione e il consolidamento dei valori di una collettività organizzata attorno a un sistema istituzionale consolidato.
    La spettacolarizzazione dell'uccisione del capro espiatorio rende questo strumento politico un mezzo che ricorre all'ambito del religioso e del sacro, all'interno del quale la violenza assume due diverse connotazioni: una, negativa, di violenza distruttrice e disgregativa della società; un’altra, positiva, di violenza fondativa e rigeneratrice della stessa.
    Sono state prese in considerazione tre forme differenti di spettacolo persecutorio: la tragedia greca, lo spettacolo dei gladiatori a Roma, le esecuzioni in piazza nel medioevo. Nell'analisi di queste forme di spettacolo si sono evidenziati i vari aspetti sia dell'evoluzione del suppliziato da vittima a condannato, sia di quella degli strumenti persecutori nelle mani delle istituzioni al potere.
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