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''Il Foglio'' e ''Il Riformista'': analisi di fenomeni linguistici

Autore
Francesca Lorandi - Università degli Studi di Padova - [2002-03]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 66 pagine
  • Abstract
    La lingua dei quotidiani italiani è uno strumento poco idoneo a comunicare messaggi che interessano ampie cerchie di lettori; questo carattere, oltre a riflettere un modo particolare di intendere il compito della stampa - un circolo riservato ad una cerchia ristretta di intenditori - fa emergere i limiti della nostra scrittura giornalistica, troppe volte incapace di farsi intendere con chiarezza. Ci sono stati, negli ultimi trent’anni, dei tentativi di avvicinare il linguaggio dei giornali alla lingua comune, parlata: attraverso l’utilizzo di espressioni dialettali, di forme scherzose, di detti popolari, di luoghi comuni adattati. L’impressione è stata che questi tentativi mirassero, più che alla ricerca della verità e di un rapporto più stretto con il pubblico, a far emergere implicitamente delle finalità prestabilite, dei commenti. Di fatto, manipolare le notizie fa parte di una prassi e di una tecnica asservite a un’esplicita finalità politica, le notizie sono selezionate e disposte secondo un’ideologia e un programma prestabiliti: la tendenza a far prevalere il commento sull’esposizione dei fatti è una caratteristica che distingue i nostri giornali da quelli stranieri, in particolare anglosassoni.
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