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Percezione e recezione della ''Nuova Musica'' in Italia nel secondo dopoguerra

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Marco Montanari - Università degli Studi di Urbino - [1997-98]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 127 pagine
  • Abstract
    Le ultime generazioni dei compositori italiani si schierano lungo tutta la gamma delle posizioni che oggi presenta la musica contemporanea. I seguaci della dodecafonia, che potremo dire tradizionale nella sua formulazione schönberghiana, occupano una posizione centrale nella nuova musica italiana.
    La dodecafonia rappresenta la fase conclusiva della crisi del sistema tonale, Coincidendo con la crisi della musica romantica essa pone fine alla concezione gerarchica dei suoni che è propria del linguaggio tonale basato sulla gravitazione degli accordi intorno ad alcuni gradi che fungono da poli di attrazione: in particolare la tonica e la dominante. Schönberg dopo la cosiddetta ''emancipazione della dissonanza'' e '' la libera atonalitá'' sente l´esigenza di elaborare un sistema normativo cioè la tecnica della composizione dodecafonica nella quale tutti i suoni del sistema sono equiparati fra loro ( 12 note in relazione fra loro). Tra i cultori della dodecafonia classica si pongono Riccardo Malpiero (Milano 1914), Camillo Togni ( 1922), Gino Contilli (1907) e Roman Vlad (1919) di origine rumena, acuto critico musicale, oltrechè compositore e conoscitore della musica elettronica.
    Nel 1954 si costituí lo Studio di Fonologia Musicale della Radiotelevisione Italiana per merito di Bruno Maderna (1920-1973) e Luciano Berio (1925) che hanno sviluppato l´avventura della musica elettronica con un certo radicalismo ed hanno condotto un lavoro di ricerca e di realizzazioni artistiche d´avanguardia che è andato di pari passo con quello europeo ed americano.
    L’evoluzione di questo percorso non ha trascurato un excursus introduttivo, che parte dalle prime avvisaglie di quella crisi del sistema tonale, già avvertita da compositori del tardo romanticismo, quali Brahms e Schumann, messa in luce da compositori della generazione successiva come Malher e Bruckner, per arrivare agli esponenti della scuola di Vienna che dettero forma compiuta a questi fermenti innovativi.
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