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La costruzione sociale del knowledge management: opportunità ed ostacoli

Autore
Davide Nicolotti - Università degli Studi di Torino - [2001-02]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 534 pagine
  • Abstract
    La conoscenza come nuova cruciale risorsa per le imprese, la conoscenza come elemento del presente delle organizzazioni e come frontiera del futuro per aziende sempre più orientate ad agire in un mondo globalizzato, interconnesso ed in rapida evoluzione verso forme sempre nuove e differenti. La conoscenza come base stabile di definizione della strategia delle imprese rappresenta il perno su cui si regge il Knowledge Management, ossia la pratica manageriale che sta affermandosi nel dibattito organizzativo così come nelle concrete esperienze aziendali in qualità di paradigma di fondo per le aziende nel prossimo futuro. La presente tesi mira pertanto ed in primo luogo a comprendere, contestualizzare ed analizzare il panorama sociale da cui emerge questa pulsione verso il sapere organizzativo, articolando un complesso discorso in cui entrano in gioco fattori esterni ed interni alle organizzazioni, nonché elementi propriamente strutturali unitamente ad aspetti culturali, così da definire un insieme il più possibile completo di strumenti e categorie concettuali atte alla disamina ed allo studio della gestione del sapere nelle imprese.
    Attraverso l’approfondimento delle tematiche inerenti al Knowledge Management, quindi, si perviene a quattro importanti risultati: in primo luogo, per via di quella stessa riflessione di cui sopra si diviene in grado di sistematizzare e raccogliere una pluralità di elementi analitici utili alla valutazione, alla comprensione ed alla spiegazione del ruolo e dei movimenti della conoscenza all’interno delle organizzazioni. In seconda istanza, si perviene a focalizzare l’attenzione non soltanto sul concetto di Knowledge Management come pratica manageriale, ma anche come tratto strutturale di qualsiasi impresa, poichè ogni realtà organizzativa dispone, per definizione, di un set di conoscenze spontaneamente gestite attraverso modalità peculiari e non rispondenti ad intenti progettuali di Knowledge Management; in questo modo, risulta evidente come le categorie concettuali utili nello studio della pratica manageriale siano in realtà identiche a quelle attivabili nella comprensione delle dinamiche spontanee di gestione del sapere organizzativo.
    Terzo importante punto su cui si sofferma il presente studio è l’individuazione di una pluralità di aree e fattori di criticità per la fluidità della conoscenza nelle organizzazioni, ossia per il valore che il Knowledge Management stesso intende realizzare; tali elementi di ostacolo, inoltre, sono rinvenuti in aree distinte della realtà, e segnatamente sono ritrovabili nel dominio della pratica, della cultura e della conoscenza in sè. Da ultimo, il presente lavoro getta un rapido sguardo sulla configurazione futura possibile delle imprese, assumendo come parametri di sviluppo della realtà organizzativa alcune tendenze emergenti dal dibattito sulle Knowledge-Based Organizations, giungendo così a prefigurare un’immagine organizzativa definita dell’organizzazione indeterminata.
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