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Povertà: aspetti definitori, misure e principali indagini con particolare riferimento al contesto italiano

Autore
Andrea Musino Caradonna - Università degli Studi Roma Tre - [2000-01]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 151 pagine
  • Abstract
    Povertà è una parola di uso corrente e può quindi sembrare strano che se ne possano immaginare molti significati. Quella che in un primo momento sembra una parola chiara e di ovvio significato viene usata in una larga serie di situazioni reali diverse, ugualmente designate col termine povertà.
    Povero è uno di quei “barboni” che affollano i dintorni delle stazioni ferroviarie delle grandi città; povero è l’anziano che vive della pensione sociale; ma povero può essere anche quell'altro anziano che ha invece la pensione minima (o una pensione un po' più elevata) che è tuttavia insufficiente rispetto ai suoi pur limitati bisogni. Povera è poi quella famiglia in cui entra si un reddito da lavoro, ma di consistenza cosi esigua da non bastare fino alla fine del mese. Sempre più poi aumenta il numero di coloro che, pur avendo uno stipendio “medio”, si dichiarano poveri perché hanno chiara la sensazione di doversi privare di troppe cose che sono invece normalmente disponibili per le altre famiglie in mezzo alle quali vivono. Il confine della povertà continua così a spostarsi verso l'alto, tanto che esistono delle persone che non esitano a qualificarsi come povere solo perché non possono concedersi quindici giorni di vacanza o perché sono costrette a rinunciare a seguire la moda.
    Questa difficoltà di dare un significato alla povertà si traduce anche nella difficoltà di stabilire precisamente quanti siano i poveri nel mondo.
    Quello che rimane sicuro è che, nonostante i notevoli progressi economici che sono stati fatti negli ultimi anni, le condizioni di vita non sono migliorate per tutti. Inoltre, nel mondo contemporaneo, il concetto di povertà ha lasciato spazio a quello più ampio ed articolato di esclusione sociale, che sembra essere una condizione ancora più diffusa e che rappresenta una delle tante contraddizioni delle società postmaterialistiche caratterizzate dalla sperequazione economica (chi è ricco diventa sempre più ricco, chi è povero diventa sempre più povero) e dalle tante povertà sociali.

    Finalità ed articolazione della tesi
    La tesi in esame si colloca nell'alveo dell'importante tematica concernente la povertà.
    Essa si articola in tre parti aventi le seguenti finalità:
    · la prima parte, costituita dal Capitolo I, è volta alla conoscenza del concetto di povertà, attraverso lo studio delle definizioni più significative e ricorrenti nell'ambito delle teorie concernenti lo studio della nozione in oggetto;
    · la seconda parte, costituita dai Capitoli II, III, e IV, è dedicata ad una discussione critica dei problemi implicati dalla costruzione delle misure di povertà e all’analisi delle proprietà, dei limiti e degli aspetti comuni delle misure medesime, nonché agli aspetti più importanti riguardanti la scala di equivalenza utilizzata in Italia;
    · la terza parte, costituita dai Capitoli V, VI, VII e VIII, mette in luce le metodologie di analisi di alcune delle più importanti indagini al livello italiano ed europeo, e descrive le situazioni di povertà sulla base dei dati forniti dall'ISTAT e dall'EUROSTAT.
    In modo più dettagliato:
    il Capitolo I, dal titolo Aspetti definitori del concetto di povertà, offre un quadro abbastanza esaustivo delle più importanti definizioni del fenomeno, dando importanza agli effetti e alle differenze che si potrebbero ottenere in termini di identificazione dei poveri, preferendo una teoria ad un’altra. Vengono inoltre messe in rilievo, allo scopo di capire quale potrebbe essere la nozione che più si avvicina alla realtà, alcune importanti distinzioni: quella tra povertà assoluta e relativa, quella tra povertà economica e multidimensionale e tra povertà oggettiva e soggettiva.
    Il Capitolo II, dal titolo Alcuni importanti problemi connessi alla costruzione delle misure di povertà, si articola in tre parti:
    - nella prima viene sottolineato il legame tra conoscenza e misura, mettendo in luce la dipendenza delle metodologie di analisi nei confronti delle nozioni di povertà considerate;
    - nella seconda vengono elencate ed analizzate le possibili scelte relative alle variabili di riferimento, all'indice di posizione e le scale di equivalenza. Lo scopo è quello di mettere in rilievo i riflessi positivi e negativi dei meccanismi decisionali. Particolare attenzione è stata dedicata alla questione che riguarda l’utilizzo, o meno, del reddito e del consumo;
    - nella terza, infine, vengono descritte sommariamente alcune strategie di misura associate a teorie come il basic needs e capability approach.
    Nel Capitolo III, dal titolo Misure di povertà, la finalità è quella di esaminare più da vicino i metodi di misura utilizzati in Italia che sono legati ad una nozione relativa della povertà.
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