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Come si formano gli imprenditori. Il caso di Montebelluna

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Ivo Piva - Università degli Studi di Padova - [2000-01]
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  • Tesi completa: 277 pagine
  • Abstract
    Concludiamo questo lavoro, con un breve quadro riassuntivo dei dati aggregati emersi dal nostro campione, che descrive la figura (o alcuni suoi aspetti) del piccolo imprenditore montebellunese, con particolare attenzione al momento iniziale della sua attività.
    Il piccolo imprenditore locale in media ha poco più di 40 anni, e nel 50 % dei casi ha potuto studiare oltre la terza media (il 34 % è arrivato al diploma), visto che ha incominciato a lavorare a 19 anni.
    Nel 86 % dei casi ha avuto esperienze di lavoro precedenti l’avvio dell’attività, lavorando in media per quasi 8 anni, come dipendente o collaboratore presso altre aziende private. Pertanto, generalmente, ha imparato “il mestiere” facendo prima l’operaio qualificato o specializzato in ditte, che lavorano nello stesso ramo in cui ora opera come imprenditore.
    Dopodiché, ha circa 27 anni, ha iniziato a lavorare in proprio, per realizzarsi personalmente e professionalmente in autonomia (il 42 %) o per ragioni economiche (il 29 %) o, ancora, per continuare l’attività imprenditoriale di famiglia (il 25 %).
    Per fare questo, ha reperito i mezzi finanziari necessari all’avvio, rivolgendosi a varie fonti di finanziamento, ed ottenendo (in media) il 46 % del capitale necessario dalla famiglia, il 25,5 % dalle banche, il 16 % lo ha ricavato dai suoi risparmi precedenti e il rimanente 11 %, lo ha coperto utilizzando la propria liquidazione (T.F.R.).
    Fiducioso nella propria cultura tecnica, appresa lavorando, e che gli permette (nell’80 % dei casi) di saper produrre fin dall’inizio l’oggetto della propria attività, solo nel 32 % dei casi ha frequentato, prima di iniziare a lavorare in proprio, dei corsi professionali.
    La cultura imprenditoriale e gestionale all’inizio dell’attività, invece, è posseduta solo dal 26 % dei piccoli imprenditori e riguarda, in genere, coloro che continuano l’attività imprenditoriale di famiglia; negli altri casi è appresa dopo l’avvio, con il progredire dell’esperienza imprenditoriale.
    Forse per questo, tra le difficoltà all’avvio emergono, oltre ai problemi nei rapporti con gli altri operatori economici (con il 30 % del totale), anche, nel 14 % dei piccoli imprenditori, difficoltà gestionali ed organizzative; mentre le rimanenti difficoltà sono quelle economiche e finanziarie (14 %), seguite con il 9 %, da quelle legate all’avvio dell’attività e alla creazione della propria immagine d’imprenditore, e da altre minori.
    Solo il 18 % dei piccoli imprenditori, dichiara di aver incontrato poche o nessuna difficoltà all’avvio.
    Malgrado ciò, appena il 34 % di essi, frequenta dei corsi di aggiornamento successivamente all’avvio.
    Però, quasi la metà hanno ricevuto (e spesso riceve ancora), nella propria azienda, il contributo lavorativo e/o professionale dei famigliari o dei parenti.
    Fondamentale è in questo senso, l’aiuto del padre (soprattutto) nei servizi di supporto e nei piccoli trasporti, della moglie nella gestione amministrativa e contabile, e dei fratelli (prevalentemente) nelle mansioni operative di produzione.
    Tra i piccoli imprenditori locali, inoltre, sono rappresentati un po’ tutti i settori produttivi: il 37 % si occupa di costruzioni edili, arredamenti ed altre applicazioni per la casa (impianti di riscaldamento, serramenti, ecc.); il 27 % opera nel Sistema Moda (tessile-abbigliamento e calzaturiero); il 14 % si occupa di metalmeccanica in genere (officine, metalmeccanica di precisione); il 13 % fornisce servizi alle altre imprese (come i trasporti ed il terziario innovativo) ed infine, il 9 %, si occupa di alimentazione e di altri servizi alla persona (acconciatori, estetisti, ecc.).
    Il 72 % della loro produzione è per conto terzi, mentre meno del 20 % è quella avviata direttamente al mercato; marginale è invece, la parte di produzione legata ai servizi alla persona (il 6 %) e quella commercializzata direttamente in azienda (solo il 2,6 %).
    Inoltre, tra i piccoli imprenditori montebellunesi, l’impresa individuale è la tipologia più diffusa con il 59 %, seguita dalle Società in nome collettivo con il 30 %, dalle Società a responsabilità limitata con il 5 % e dalle Società in accomandita semplice, nel 4 % dei casi.
    Infine, per concludere, la dimensione media della piccola impresa locale è di circa 7 addetti per azienda.
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