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Eccesso di velocità

Autore
Gaetano Francesco Cagnetta - Università degli Studi di Urbino - [2001-02]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 105 pagine
  • Abstract
    I caratteri di previsione e certezza, costruzioni sociali della modernità che avevano preso il posto delle smantellate reti di protezione comunitarie, diventano sempre più sfumati ed evanescenti in una società che si occupa sempre meno di garantirli e che abdica a favore della iniziativa individuale. Ciò significa che l’individuo è oggi più libero ma deprivato della protezione sociale come della rete protettiva familiare o corporativa o della classe sociale, è solo nel fronteggiare le avversità e su di lui ricadono le conseguenze della scelta, le incertezze del futuro ed i rischi esistenziali. Nella fase attuale dell’evoluzione sociale sembra compiuto il processo complessivo di liberazione degli individui e dei sistemi sociali. L’emergere della libertà si accompagna ad un principio ad essa complementare e inscindibile, il principio di incertezza. All’incertezza sono collegati altri concetti, tutti accomunati dal senso di contingenza che caratterizza il sociale, con inevitabili conseguenze sulla vita ‘reale’, ‘concreta’: la vita in sè e per sè.
    Nello scambio tra certezza e libertà, la libertà è bella e goduta da chi possiede le risorse, assume invece carattere di disagio e smarrimento per chi non ha i mezzi per provvedere autonomamente a surrogare le perdute certezze con i nuovi servizi che sono ora liberamente offerti dal mercato. Si delinea una situazione che divide gli individui in individui de iure e individui de facto.
    Il mondo globalizzato è sempre più diviso fra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri. Se il problema vero non sembra essere la globalizzazione nè la diffusione delle tecnologie ma la logica capitalistica con cui tale processo avanza, una nuova e più grande minaccia mette in forse la razionalità dello sviluppo e la vita stessa degli uomini, la minaccia di una sempre più imminente e inevitabile catastrofe ecologica.
    In questo lavoro si è tentato di affrontare il tema considerando parte della letteratura, sociologica e non, prodotta negli ultimi anni ma mantenendo come filo rosso dell’intera analisi alcune delle sollecitazioni teoriche, ed esistenziali, pervenutemi dalla lettura degli ultimi lavori teorici di Giuliano Piazzi. La scelta stessa del tema e le modalità di trattazione non possono che essere orientate da un mio preciso interesse individuale, del tutto moderno, o post-moderno, almeno nel senso della libertà di scelta e del rischio ad esso connessa dal punto di vista degli standard metodologici e degli interessi teorici della sociologia.
    La postmodernità è caratterizzata dalle accelerazioni del cambiamento nei vari campi dell’esperienza. Alle traiettorie biografiche lineari decise una volta per tutte si sostituiscono percorsi frammentati, identità cangianti prendono il posto delle identità fisse. Il processo di aumento di incertezza è destinato a continuare e sta all’individuo, nella sua autonomia, sapersi confrontare con i nuovi scenari in rapida e continua evoluzione. È l’ecologia la sfida del terzo millennio e la sociologia della postmodernità, come la politica, non potrà fare a meno di cercare le risposte che, in un mondo sempre più globalizzato in ogni sua dimensione, non potranno che essere risposte globali.
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