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Potere, stato e diritti in Michel Foucault

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Simone Romanoni - Università degli Studi di Pavia - [2001-02]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 196 pagine
  • Abstract
    Il mio lavoro di tesi su Michel Foucault si presenta come una ricognizione storiografica che deve il suo inizio alla impossibilità di fruire di una interpretazione unitaria del filosofo francese, di certo una delle figure culturali più affascinanti del Novecento, ma anche una delle più ambigue e maltrattate. Leggendo alcune sue prese di posizione, infatti, rimane spesso un senso di smarrimento, sia perché le sue parole cedono di frequente al gusto di una raffinata provocazione, sia perché a volte sono in tensione con le azioni concrete della biografia.
    Ecco allora che sorge il desiderio di capire meglio questo strano personaggio dai mille volti e colori: come scegliere tra chi ne ha fatto un inossidabile militante del dissenso e chi, al contrario, ha visto in lui il profilo di uno scettico che non crede nemmeno a quello che dice, ma dice e fa solo per sete di denaro? Come scegliere tra chi lo ha collocato a Sinistra (tra i Maoisti, i Marxisti, i Comunisti…) e chi ha cercato invece di cogliere la rigidità di ogni possibile collocazione, ricordando che Foucault da un lato aveva stracciato la tessera del Partito Comunista Francese, e dall’altro, ad un certo punto, aveva pure rivalutato, e invitato a studiare, il liberalismo?
    Sullo sfondo di simili interrogativi e nell’ambizioso progetto di fare chiarezza sul pensiero più segreto di Foucault, la mia tesi si muove considerando come centrale lo snodo problematico dei rapporti tra potere e diritto nel tempo del presente: dal rifiuto di un diritto al singolare imposto da un potere microfisico che occupa il ruolo del nemico, si passerà al doveroso riconoscimento di un orizzonte plurale dei diritti, di fronte al quale il potere non può che porsi come un irrinunciabile interlocutore.
    Al lettore il piacere di giudicare se si tratta di una imbarazzante contraddizione, di una svolta politica improvvisa oppure di una scelta, dal punto di vista teorico, perfettamente in linea con l’evoluzione del pensiero di Foucault tra gli anni Settanta e Ottanta.

    S.R.
    Pavia, 26 novembre 2002
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