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Interpretazioni dello sciamanismo: S.M. Shirokogoroff e E. de Martino

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Tania Rossi - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [1999-00]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 233 pagine
  • Abstract
    La tesi è una riflessione su alcuni testi di Ernesto de Martino e S. M. Shirokogoroff inerenti lo sciamanismo.
    Dalla lettura delle opere dei due autori sono risultate, ad un primo livello, la costruzione del profilo teorico e la collocazione storica dello studioso russo S. M. Shirokogoroff, autore indebitamente oscurato e omesso dalle attenzioni degli accademici, non solo italiani; ad un secondo livello, la definizione della realtà storico-culturale delle popolazioni tunguse: più esattamente della realtà dello sciamanismo tunguso prima e del mondo magico demartiniano dopo.
    L’interesse verso Shirokogoroff è nato in seguito alla lettura de Il mondo magico, opera del 1948 di E. de Martino, nelle cui pagine l’etnografo russo costituisce uno stimolante interlocutore per de Martino che a lui si rivolgerà, più volte e argutamente, per avvalorare le proprie tesi sul magismo etnologico e sullo sciamanismo.
    Dei lavori di Shirokogoroff è stato scelto Psychomental Complex of the Tungus del 1935, poiché questo è il testo che de Martino legge e quindi citerà, sia nel libro del ’48 sia nei due articoli Recensione a S. M. Shirokogoroff e Percezione extrasensoriale e magismo etnologico che, insieme a Il mondo magico, sono analizzati.
    Questa tesi è quindi lo studio di due autori, affrontato a partire dalla scelta di un angolo prospettico preciso: le interpretazioni dello sciamanismo che questi hanno elaborato.
    È evidenziato il ruolo determinante che de Martino ha avuto nella rivalutazione, se non addirittura nella scoperta, di un testo come Psychomental Complex of the Tungus e di un autore, Shirokogoroff, di grande spessore teorico e scientifico, estremamente sensibile a tematiche che solo recentemente hanno investito le discipline antropologiche.
    Ma la riflessione si inoltra anche in ambiti che travalicano lo sciamanismo perché molte sono le affinità tra i due autori: ad esempio una comune sensibilità per la riflessione epistemologia e per una visione etica dell’etnologia intesa come azione civile oltre che scientifica.
    Sia de Martino che Shirokogoroff si impegnano nella rivalutazione del mondo della magia, dello sciamanismo, delle popolazioni “primitive”, di quel passato arcaico e di quel tempo presente, ma ancora “arretrato”, comunemente giudicati “brutali” ed enigmatici. Entrambi rivendicano la “normalità”, l’“organicità” di queste realtà entro i confini dei contesti storico-culturali di appartenenza.
    Il valore forse più grande dei due etnologi è a nostro parere, l’aver saputo restituire dignità e profondità a fenomeni e popoli spesso illegittimamente espulsi dal piano della storia e della rilevanza scientifica.

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