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La dimensione collettiva nell'adolescenza: il gruppo dei pari

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Mariano De Vincenzo - Università degli Studi di Urbino - [2001]
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  • Tesi completa: 57 pagine
  • Abstract
    Questa breve tesi prende in esame un’età intermedia: l’adolescenza e prevede una divisione del lavoro in due parti.
    In una prima parte descrittiva, cercheremo di evidenziare le problematiche principali del periodo adolescenziale con le sue caratteristiche distintive.
    Nella seconda parte, attraverso un approfondimento delle dinamiche che si sviluppano all’interno del “gruppo dei pari”, cercheremo di fornire una possibile spiegazione al “bisogno” che l’adolescente ha, della dimensione collettiva, tanto ricercata ed ambito che influenza maggiormente il processo di costruzione dell’identità.
    L’identità è una selezione contingente, un’attribuzione di senso che fa appello solo a risorse interne al sistema psichico.
    Nell’ambito di questo scenario ipotizzato, di estrema complessità sociale, questa tesi si pone l’obiettivo di evidenziare la grande importanza della dimensione collettiva nell’adolescenza, quale momento in cui l’adolescente, attraverso dei veri e propri rituali, “vive”, soprattutto con i suoi “pari”, pratiche di socialità , di ricerca e di costruzione dell’ “identità”.
    Inoltre, vorremmo tentare di far emergere quanto le risposte della società (in termini di modelli, regole, istituzioni....) siano ancora, di fatto, insufficienti - benché grandi passi avanti si siano fatti - a garantire all’adolescente un divenire “persona” senza la fatica di un vivere “spezzettato”.
    Ciò che vogliamo affermare in questo lavoro è che gli adolescenti, spesso soli, confusi “senza efficaci filtri simbolici tra il Sè e le cose offerte dal sistema sociale che permettono di attenuare, ridurre, risolvere l’ansia” (Pieretti, 1996) cercano di difendersi dalla solitudine, dall’ansia, da una diffusa sensazione di malessere, talvolta di angoscia, di frustrazione, dalla “paura” della complessità del mondo che li circonda, rifugiandosi in una dimensione collettiva.
    Crediamo di poter sostenere che, fuggono nel gruppo per evitare di entrare in contatto con la loro dimensione individuale, nella quale per lo più soffrono.
    Confluiscono nel gruppo, identificandosi con esso, si de-individualizzano come strategia per combattere l’ansia, la paura e così sentirsi invincibili, immortali.
    Sperano di trovare nel gruppo, risposte al loro bisogno di sicurezza, d’amore, risposte al loro senso di insufficienza a raggiungere l’acquisizione di una propria identità.
    Nel gruppo e con il gruppo essi celebrano riti (incontri in determinati posti, giochi, sport, balli in discoteca, ...) che in quanto tali, con il loro ripetersi, immettono nuclei di stabilizzazione e gli permettono di ristrutturare simbolicamente il mondo circostante, di arginare il senso di smarrimento e confusione che spesso li assale.
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