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Il corpo e i suoi usi

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Elena Soetje - Università degli Studi di Bologna - [1997]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 122 pagine
  • Abstract
    Il corpo può considerarsi una sorta di “filtro culturale” con cui ogni epoca e società stabiliscono un proprio rapporto che si manifesta attraverso gli usi, le tecniche che ad esso si applicano, i costumi. In tal senso si dice che il corpo sfugge alla sua origine naturale per rivelarsi un prodotto culturale che come tale varia da cultura a cultura, da epoca ad epoca. Marcel Mauss parla in quest’ottica di “tecniche del corpo” intendendo indicare con quest’espressione una sorta di sapere appreso in epoca remota e cresciuto con il copro stesso, divenendo lo stesso corpo tramite di quel sapere. E’ attraverso queste stesse tecniche che per Mauss sono semplici tecniche di apprendimento, che il potere e la legge, si scrivono sui corpi producendoli al tempo stesso in cui li disciplinano. Le tecniche del corpo possono così essere interpretate anche positivamente se intese, come da Mauss, in termini di procedure di costruzione dei corpo stessi, o negativamente, come da Foucault che in esse legge piuttosto la forma in cui la cultura, e quindi soprattutto il potere, la disciplina pretendono di inscriversi sui corpi per riscriverli rispetto a un’originaria “naturalità”, disponibilità non disciplinata. Il processo di mutamento che caratterizza l’uso del copro nell’ambito della pratica medica e della pratica penale, (le quali sempre e suppongono una certa concezione “filosofica” del copro, e al contempo contribuiscono a un suo cambiamento) nel corso dell’epoca moderna e nel passaggio da questa all’epoca contemporanea (che possiamo chiamare tardo-moderna o post-moderna, attribuendo a questo termine un significato ben preciso) ci si propone con grande evidenza. L’epoca tardo-moderna si caratterizza per il compimento della secolarizzazione (iniziata con l’illuminismo) che comporta la distinzione fra morale diritto e il pluralismo etico da un lato, e dall’altro il più radicale processo di astrazione e simbolizzazione della legge. Secolarizzazione e pluralizzazione si attuano principalmente, a nostro avviso, attraverso un’attenuazione del valore di assoluta cogenza della legge etica e attraverso il riconoscimento di una pluralità di “comunità” etico-morali portatrici di valori differenti e di principi mai assoluti in quanto molteplici. La proliferazione di differenti principi morali comporta una diminuzione di impositività e contemporaneamente un ampliamento del principio di tolleranza e rispetto verso il singolo, e verso il corpo nella sua piena integrità, troppo abusato nella storia. In questa prospettiva la bioetica si può considerare un tipico “prodotto”, un tipico “sapere” dell’epoca tardo-moderna.
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