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Migranti nello spazio: i luoghi della clandestinità nella città di Milano

Autore
Andrea Fianco - Università degli Studi di Padova - [1999-00]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 117 pagine
  • Abstract
    Il migrante, "spogliato" dei suoi luoghi di origine, si trova in uno stato di momentanea nudità, in balia di uno spazio cosmico, in uno stato non gravitazionale, dove l'alto e il basso perdono di senso e le certezze si fanno evanescenti. A questa colorita ma interessante metafora potremmo aggiungere quanto dice Zanini, secondo il quale valicare una frontiera vuol dire "uscire da uno spazio familiare, conosciuto, rassicurante, ed entrare in quello dell'incertezza". In sostanza viene a mancare il senso dell'abitare e dell'appartenere ad un luogo. Per il migrante diventa di vitale importanza ridisegnare uno spazio capace di accogliere il suo mondo di credenze, di significati, di simboli o più semplicemente la sua cultura. Fino a quando questo atto di ridefinizione del proprio habitat non si esaurisce, l'esperienza del migrare rimane in una condizione di confine, in una sorta di bolla liminale.
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