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Usi della musica nella neotelevisione: una proposta di tassonomia

Autore
Massimiliano Rubbi - Università degli Studi di Bologna - [2000-01]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 238 pagine
  • Abstract
    La tesi si propone di studiare un campo finora poco trattato dalle analisi sulla televisione: il ruolo che nei programmi televisivi odierni ricopre la musica. L’analisi prende le mosse da una descrizione delle relazioni generali esistenti tra immagine, parola e musica all’interno dei testi audiovisivi in generale, e di quelli televisivi nello specifico. Segue una discussione del concetto di “neotelevisione” emerso all’attenzione degli studiosi nei primi anni ’80, che intende dimostrarne la validità anche nel contesto di oggi e la rilevanza per una piena comprensione degli usi della musica nei testi televisivi. Sulla base della dicotomia fondamentale, e tipica delle arti sonore, tra musica applicata e musica come entità estetica autonoma, si procede quindi ad una classificazione delle applicazioni della musica ai testi televisivi, con particolare attenzione ai significati generati dalla semplice configurazione delle relazioni tra musica, parola ed elemento visivo ed al di là della “funzione” della musica nel testo; è così possibile cogliere ed esemplificare una correlazione sostanziale tra musica e regime finzionale del discorso, opposta a quella tra assenza di musica e regime di veridizione informativa. Si passa quindi allo studio degli effetti delle modalità con cui la musica applicata viene proposta dai testi televisivi sull’offerta della musica come “arte” entro la stessa televisione; l’analisi dei palinsesti e delle forme estetiche consente di tracciare una netta distinzione tra l’offerta di musica colta, che viene quasi sempre proposta con le modalità della televisione culturale, e quella di popular music, appiattita generalmente sul modello dell’intrattenimento, il che produce effetti sui processi produttivi e sulle dimensioni estetiche dei due campi artistici. La tesi si chiude con l’indicazione di alcune direttrici per ulteriori indagini in un settore che gli studiosi, specialmente italiani, sembrano finora avere sottovalutato.
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