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Guy Debord - Tra avanguardia e critica sociale

Autore
Luca Siddi - Università degli Studi di Cagliari - [2000-01]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 178 pagine
  • Abstract
    La collocazione di Debord all’interno di un ambito preciso risulta difficile. La sua produzione teorica si sviluppa anche in realizzazioni artistiche in ambito letterario e cinematografico. Nel 1951 Debord comincia ad avere contatti col gruppo dei lettristi di Isidore Isou. Il sodalizio con Isidore Isou, fondatore del movimento lettrista, finisce nel 1952, quando insieme ad altri seguaci del poeta rumeno, Debord contesta Chaplin, in visita a Parigi. Tra il 1952 ed il 1953 vedono la luce le prime produzioni artistiche di Debord: il film non figurativo Hurlements en faveur de Sade (1952), ed il lavoro Prolègomènes à tout Cinèma futur. Negli anni tra il 1952 ed il 1957, sulle pubblicazione dell’Internationale Lettriste compaiono vari articoli direttamente firmati da Debord. I fatti che segnarono la fondazione dell’Internationale Situationniste nel 1957, sono caratterizzati da segni contrastanti. È significativo ricordare il testo di Debord sul quale i vari membri si accordarono, intitolato Rapport sur la construction des situations. Tanto l’arte quanto tutte le espressioni di quella che nella Società dello Spettacolo verrà definita “cultura separata” possono avere interesse prima dell'abbattimento rivoluzionario dell'ordine vigente, solo in relazione al loro utilizzo strumentale all’interno della prassi rivoluzionaria. Gli anni tra il 1956 ed il 1961 sono impiegati da molti dei situazionisti e dallo stesso Debord nel tentativo di realizzare quest’impiego strumentale dell’arte. Nel periodo che va dal 1961 al 1967 l’attitudine dei situazionisti rispetto all’uso strumentale dell’arte va mutando. A partire dal 1963, il gruppo situazionista dovrà confrontarsi con la difficoltà oggettiva di mettere a punto strategie utili alla pars construens del suo programma. Invitati dagli studenti responsabili della direzione dell’Associazione Studentesca dell’Università di Strasburgo a collaborare nell’attività dell’associazione stessa, i situazionisti elaborano un opuscolo che rappresenta il compendio delle loro critiche e dei loro programmi. Il testo, De la misère en milieu ètudiant, viene distribuito all’inizio dell’anno accademico. La fragilità della pars construens della loro attività compare non solo a livello della vita vissuta, ma anche a livello teorico. In questa consapevolezza si muove l’attività di Debord a partire dalla seconda metà degli anni ’70, in seguito alla dissoluzione dell’Internationale Situationniste. All’indomani del maggio ’68, i situazionisti devono fare i conti con il fallimento di una rivolta in cui dovevano dissolversi come avanguardia non più necessaria. L’organizzazione si scioglierà nel 1972. Le vicende riguardanti la dissoluzione sono presentate da Debord e Sanguinetti in La Veritable Scission dans l’Internationale Situationniste. Nel 1971 Debord comincia a collaborare con Gerard Lèbovici, impresario cinematografico e proprietario di una casa editrice, la Champ Libre. Sino al 1978, anno in cui ultimò il suo film In Girum Imus Nocte et Consumimur Igni, Debord non scrive nulla. Risale al 1978 anche la pubblicazione delle Oeuvres Cinematographiques Complètes per la Champ Libre. L’ideazione di un Gioco della Guerra rivela un nuovo modo di concepire la storia ed il rapporto teoria-prassi. La storia è avvertita come un grande rapporto di forze in lotta tra loro. Tanto la teoria quanto la prassi sono considerate come forze da gettare in questo gioco, come unità da impegnare nella battaglia. Alla luce dell’interesse di Debord per una tale teoria della storia si può comprendere la citazione di Sun-Tzu, stratega cinese autore di L’Arte della Guerra, che apre i Commentaires sur la Societè du Spectacle. Nei Commentaires ogni tentativo di formulare una proposta positivamente critica è accantonato; Debord sembra voler evitare addirittura un giudizio esplicito sulla materia di cui tratta. Da rivoluzionario prestato alla teoria quale egli si proponeva di essere nella Società dello Spettacolo, egli diviene osservatore del suo tempo, consapevole della propria incapacità di formulare proposte costruttive. Nelle ultime righe dei Commentaires, Debord traccia in poche parole, ed in termini che non lasciano spazio a congetture, quello che è stato il significato della sua attività di teorico-critico. Una vita che, come la sua attività teorica, appare allo sguardo degli uomini che egli riteneva "spettatori", tanto assurda quanto l'ostinazione di Capaneo nel XIV Canto dell'Inferno di Dante.

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