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Un'analisi della sindacalizzazione in Italia

Autore
Robert Ulivi - Università degli Studi di Trento - [1999-00]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 276 pagine
  • Abstract
    Questa tesi intende seguire un approccio multidisciplinare per cercare di spiegare le fluttuazioni del numero degli iscritti ai due principali sindacati italiani, ossia la CGIL e la CISL, avvenute fra il 1960 ed il 1999.
    Si partirà esponendo la storia del sindacato italiano, per comprendere anche gli effetti esercitati sulla sindacalizzazione dal contesto politico.
    Nel capitolo 2 si esaminerà la letteratura socio-economica (che si occupa della sindacalizzazione mediante tecniche di analisi di tipo econometrico), dalla quale si desume come sia state presa in considerazione una quantità notevole di possibili determinanti. Purtroppo rispetto al caso italiano la letteratura di riferimento è molto scarsa e si riduce essenzialmente ai lavori di Romagnoli e La Valle.
    Il capitolo 3 è incentrato sugli effetti prodotti dalle trasformazioni del mercato del lavoro sulla sindacalizzazione. L’inserimento di tale capitolo è giustificato proprio dal fatto che una parte degli studiosi considera tali mutamenti un fattore decisivo per spiegare le variazioni della membership sindacale.
    Infine nel quarto capitolo proporrò tre equazioni econometriche volte a spiegare parte delle fluttuazioni annuali del numero degli iscritti attivi (dipendenti + autonomi) in generale (CGIL + CISL), della CGIL e della CISL.
    Ci si chiederà in particolare se gli andamenti della sindacalizzazione rispecchino quelli del ciclo economico, oppure se essi siano condizionati anche da altri fattori.
    Va comunque sottolineato come sia praticamente impossibile fornire una teoria generale del sindacato sostenuta dal punto di vista empirico: ci sono infatti della difficoltà nella misurazione di alcuni fattori potenzialmente significativi (si pensi ad esempio al carisma di un segretario). Bisogna, quindi, limitarsi a misurare quanta parte della sindacalizzazione possa essere spiegata attraverso l’utilizzo di alcune variabili esplicative. Si terrà conto inoltre del possibile sorgere di problemi a livello statistico come, ad esempio, la multicollinearità, l’autocorrelazione fra i residui e l’eteroschedasticità che potrebbero condizionare la validità del modello che verrà proposto.
    Una volta esposti i limiti ed i problemi che possono sorgere dall’uso dei metodi statistici, è però opportuno aggiungere che questi ultimi risultano essere degli strumenti molto potenti ed efficaci che ci permettono di formulare anche delle previsioni sull’andamento futuro della sindacalizzazione.
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