Home Sociologia
Home Sociologia
Le leggende metropolitane. Come nascono e perché si diffondono

Autore
Valentina Garino - Università degli Studi di Torino - [2000-01]
Documenti
  • Preview
  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 115 pagine
  • Abstract
    Questo lavoro prende in considerazione una particolare forma di narrazione orale, piuttosto diffusa, conosciuta attualmente con il nome di leggenda metropolitana. Allo scopo di studiare questo fenomeno sono state analizzate diverse ricerche, condotte principalmente negli Stati Uniti, a partire dalla seconda guerra mondiale.
    Le leggende metropolitane sono storie verosimili ambientate nella società moderna, considerate vere da chi le racconta pur non essendo state in alcun modo verificate. Vengono generalmente trasmesse di bocca in bocca e il protagonista delle vicende in esse narrate è solitamente «l’amico di un amico».
    Negli anni Quaranta Knapp (1944) ha ideato un metodo, che tuttora rimane il più conosciuto, al fine di classificare le leggende, in base al loro tema centrale. Egli le ha suddivise in voci di desiderio, voci aggressive e voci di paura.
    Lo scopo di questo lavoro consiste, innanzitutto, nell’indagare quali siano i fattori che determinano la nascita di una leggenda. A questo proposito sono stati presi in considerazione i lavori di Allport e Postman (1946; 1947), che negli anni Quaranta hanno condotto alcune ricerche sulle voci in circolazione durante la seconda guerra mondiale. I due ricercatori hanno dimostrato come la nascita di una voce sia determinata da due fattori fondamentali: l’importanza dell’argomento per le persone che la diffonderanno e l’ambiguità delle informazioni relative, che la popolazione ha a disposizione. Chorus (1953) aggiunge un terzo fattore, il senso critico. Egli ritiene che esso sia determinato dalla capacità di discriminare fra le informazioni che riceviamo e che operi come fattore inibitore della trasmissione delle voci. In altre parole, all’aumentare del senso critico degli individui, il grado di diffusione di una voce tenderà a diminuire.
    Alcuni ricercatori si sono chiesti se le voci, durante la loro diffusione, subiscano delle modificazioni nella forma o nei contenuti. Allport e Postman (1947) hanno ipotizzato che le voci subiscano un processo di appiattimento, accentuazione e assimilazione. I risultati delle ricerche che ne sono seguite sono discordanti: la ricerca condotta da Nkpa (1975) in Biafra ha confermato la teoria di Allport e Postman; le voci messe in circolazione da Schachter e Burdick (1955) non hanno subito alcuna modificazione durante la loro diffusione. Possiamo, quindi, concludere che una voce subisca una trasformazione se presenta una struttura particolarmente complessa e se i suoi contenuti sono molto dettagliati e particolareggiati.
    Un altro obiettivo di questo lavoro consiste nell’indagare quali fattori possano essere correlati con la diffusione delle voci. In particolare, sono state prese in considerazione la credibilità della voce e la credibilità della fonte dell’informazione.
    Prasad (1935) riteneva che la fiducia nella veridicità di una voce non fosse determinante per la sua diffusione. Ricerche successive hanno dimostrato l’erroneità di questa affermazione. Rosnow, Yost ed Esposito (1986) hanno evidenziato come gli individui tendano a diffondere maggiormente le voci che essi ritengono essere vere. Un fattore fondamentale, che influisce sull’atteggiamento degli individui verso una voce, è costituito dall’opinione che essi hanno della fonte della voce stessa. Walster e Festinger (1962) hanno dimostrato che un’informazione udita per caso è più efficace nel modificare l’opinione degli individui su un dato argomento, se quest’ultimo è importante per l’ascoltatore. Chi è esposto ad una voce, non diventa necessariamente un agente attivo della sua diffusione. Un esperimento di Anthony (1973) ha dimostrato che le voci si diffondono maggiormente fra individui con alti livelli di ansia, anche se la circolazione della voce non determina una riduzione dell’ansia.
    In base ai risultati ottenuti, nel tentativo di fornire una descrizione dei vocefondai, possiamo affermare che si tratta di persone ansiose. Le ricerche che hanno cercato di individuare ulteriori caratteristiche distintive hanno ottenuto risultati discordanti. In conclusione, il vocefondaio può essere chiunque, a prescindere dal sesso, dall’età o dalla classe sociale.
    Questa tesi è correlata alle categorie
    ARTICOLI AUTORI LIBRI DOSSIER INTERVISTE TESI GLOSSARIO PROFESSIONI LINK CATEGORIE NEWS Home

    Skype Me™! Tesionline Srl P.IVA 01096380116   |   Pubblicità   |   Privacy