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Percorsi commerciali a Phantasmagoria II. I centri commerciali nell'area metropolitana milanese.

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Emanuela Pagano - Università degli Studi di Milano - [1995-96]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 156 pagine
  • Abstract
    La cultura del consumo è cambiata profondamente nel corso del ventesimo secolo, parallelamente allo sviluppo delle realtà urbane. I fenomeni di urbanizzazione e motorizzazione hanno infatti modificato la percezione dello spazio urbano e grazie alla facilità di spostamento le popolazioni hanno cambiato le loro abitudini di consumo. Conseguenza inevitabile è stata l'evoluzione delle forme di commercio, passate dal mercato al piccolo negozio (entrambi situati nel centro cittadino) per arrivare al grande centro commerciale di periferia.

    Il rapporto che le popolazioni urbane instaurano con le nuove strutture di consumo è per certi versi analogo a quello che si instaurava nella città del passato con la piazza del mercato e il reticolo di vie e negozi del centro città. Il centro commerciale di periferia funge infatti da spazio sociale, luogo/non-luogo non solo di consumo ma anche di ritrovo e di socializzazione.

    Nello stesso tempo in questo surrogato di spazio pubblico pedonale, climatizzato e sorvegliato, si attuano processi di esclusione e autoesclusione impensabili e inattuabili nella città "reale". E' uno spazio asettico, depurato da qualunque fonte di disturbo proveniente dall'esterno, dove si respira un'atmosfera di sicurezza e controllo sociale ottenuta non solo con l'ausilio della sorveglianza ma anche con una sorta di controllo e autocontrollo degli stessi fruitori del mall: gli "indesiderati" (siano essi scippatori piuttosto che innoqui senzatetto) vengono emarginati all'esterno del centro commerciale.

    In questa tesi di laurea viene inizialmente delineato il processo di ammodernamento delle strutture commerciali in Italia, processo che parte dal secondo dopoguerra e procede in modo parallelo ai fenomeni di urbanizzazione e di creazione delle aree metropolitane.

    La seconda parte presenta il centro commerciale da un punto di vista storico e urbanistico: il discorso non può che iniziare dagli Stati Uniti, dove il centro commerciale nasce nei primi anni del Novecento, per affrontare poi il caso europeo e quello italiano, per finire con la descrizione del caso specifico dell'area metropolitana milanese.

    La terza parte affronta l’argomento del centro commerciale come ‘non-luogo’, concetto comparso di recente nell’analisi sociologica e antropologica, per poi ricercare analogie e differenze con altri non-luoghi (stazioni ferroviarie, stazioni della metropolitana, aeroporti, autostrade, musei polifunzionali, eccetera).

    In appendice viene analizzato il caso del Centro Commerciale Bonola di Milano, uno dei primi centri commerciali integrati in Italia (venne aperto al pubblico nel 1988), e comprende una serie di fotografie realizzate in questo mall nel 1996 dal fotografo Marco Capovilla (fotografie non disponibili in questa versione online) nel tentativo di mostrare ‘visivamente’ l'aspetto del centro commerciale come spazio privilegiato per le relazioni collettive nella città contemporanea, in accordo con le teorie della sociologia visuale.
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