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Sistemi deficienti? Interazione tra utente, ambiente e tecnologie ipermediali.

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Ivan Esposito - Università degli Studi di Salerno - [1996-97]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 113 pagine
  • Abstract
    Non ci avrei giurato, all’inizio, che ne sarebbe uscito un mestiere - d’altronde, è un genere di scommesse, questo, che un laureando non può permettersi. Ma il tema mi interessava. Volevo pesare la sostanza nei discorsi sull’interattività consentita dai new media. L’utente sceglie, decide, costruisce. Bene. Ma cosa? Come? E, soprattutto, in che modo tutto ciò interseca le relazioni sociali e umane in cui lo stesso utente si muove?
    Un’analisi delle reali pratiche di fruizione dei new media avrebbe riportato sulla Terra la questione e sarebbe stata utile per individuare le modalità d’impiego più opportune delle nuove tecnologie. Inoltre - cosa di non certo secondaria importanza - consentiva a me di occuparmi di un settore in cui c’è ancora molto da dire e da fare, da un punto di vista psicologico, quello che sentivo più congeniale.
    Per venirne a capo occorreva inventarsi qualcosa di nuovo e di valido: troppo recente il tema per potersi appoggiare ad una bibliografia organica e rodata in materia. Benchè non avessi la minima idea di come procedere in concreto, sapevo che, con psicologia e new media, avrei combinato qualcosa di buono; sarei riuscito a soddisfare la Commissione e mi sarebbe rimasto un bel po' di conoscenze, di riflessioni e di contatti con cui avrei potuto sostenermi, una volta fuori dall’Università.
    «Nuove tecnologie? - fece il relatore, senza troppo entusiasmo - Si può fare, ma l’ha presa un po' alla larga. Deve restringere il campo e stare attento a restare nell’ambito della psicologia». Il più era fatto. Mi restava solo da:
    - individuare un oggetto specifico di studio;
    - approntare un metodo, efficace sul piano operativo ed epistemologicamente legittimo;
    - preparare, realizzare e analizzare una o più ricerche empiriche.
    Ce l’ho fatta a mettere insieme tutto ciò nei due anni che avevo preventivato, calcolati per chiudere alla prima sessione utile l’esperienza (straordinaria) da studente. Era il momento di passare di grado.

    L’OGGETTO DI STUDIO: L’IPERTESTO
    Per studiare come si articola, in concreto, la comunicazione interattiva, dovevo focalizzare l’attenzione su qualcosa che ad un tempo era:
    - definito al punto da poterci basare delle osservazioni e non solo ipotesi generali;
    - in qualche modo rappresentativo delle pratiche comunicative dei new media.
    Ipertesto. Finalmente. Ci arrivai dopo due mesi di chiacchierate con l’assistente al quale avevo mostrato ormai troppe ipotesi, come un venditore inesperto che a furia di spiattellare la sua merce rischia di perdere ogni credibilità.
    Mi documentai un po' di più sull’argomento ricavandone molte cose interessanti, tra cui ben si mimetizzava qualche esagerazione. La “rivoluzione ipertestuale”, ad esempio, che avrebbe stravolto gerarchie e confini del testo e riconfigurato le fisionomie di autore e lettore, a ben guardare, non è così imminente nè così radicale. Per entrare in argomento infondo basta ricordare che con
    Ipertesto
    si indica un testo non lineare; un insieme di brani detti nodi, connessi tra loro grazie a dei link, che scorrono alla lettura secondo un ordine deciso dal fruitore e non dall’autore. Quando i nodi si compongono anche di immagini, filmati, suoni, allora si parla di ipermedia.
    Sebbene l’ipertestualità si avvicini ad alcune concezioni della critica poststrutturalista francese e a certe “sperimentazioni” narrative di autori come Italo Calvino, essa si realizza solo grazie al supporto informatico. Infatti si presenta e funziona più o meno così: sullo schermo del computer appare un primo blocco di testo; esso presenta, tra l’altro, delle icone o delle parole calde - parole colorate diversamente dalle altre, sottolineate o altrimenti identificabili - tali che, quando le si raggiunge con il puntatore e si preme il tasto del mouse, esse attivano un particolare legame previsto dall’ipertesto in quel punto, il quale porta sul v?
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