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Aspetti pedagogici della comunicazione multimediale nella società complessa

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Gabriele Albano - Università degli Studi Roma Tre - [1999-00]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 220 pagine
  • Abstract
    Viviamo immersi in un mondo tecnologico dominato da macchine sempre più perfette, la cui presenza cambia il nostro rapporto con il tempo e con lo spazio. Dalle critiche postmoderne, che ritenevano la tecnologia «nociva» per l'uomo e la natura, all'attuale dibattito in campo scientifico e sociologico, la relazione uomo-macchina è sempre stata oggetto di studi e ricerche. Oggi, ancora di più, le tecnologie sono destinate a migliorare la nostra vita e ad ampliare le nostre possibilità soprattutto perchè risultano controllabili da ciascuno di noi. La scuola è chiamata a svolgere un compito di difficile mediazione tra la tecnologia e i suoi principali fruitori: i giovani, al momento i più aperti verso le nuove tecnologie e quindi più avvantaggiati nella transizione verso la società multimediale. Sulla base di questi presupposti, viene preso in esame il rapporto tra l'uomo (massa) e la tecnologia delle comunicazioni, che, in varie epoche ha accompagnato l'evoluzione sociale - dalla nascita della società di massa all'avvento della società narciconsumista - fino a permearla in ogni sua espressione. Oggi il dibattito tra apologeti ed apocalittici della multimedialità non deve essere caratterizzato da posizioni radicali: è essenziale la collaborazione, un punto di vista deve essere considerato tale, uno tra i tanti, e non esclusivo. La tecnologia non uccide la cultura tradizionale del libro, della parola, dell'opera d'arte, della storia etc…, ma attraverso nuove forme e nuovi strumenti offre, a tutti, in modo non costrittivo, la possibilità di accedere alla cultura di tutto il mondo. Ciò che è importante è non esagerare: sarebbero auspicabili, avvertenze del tipo «Troppo uso fa male» ma, al momento, le opinioni sono contrastanti. Per evitare rischi di «sindrome da dipendenza» o, peggio ancora, «da assuefazione» – legate entrambe ai tempi sempre più lunghi trascorsi in compagnia delle tecnologie - è necessario un «monitoraggio globale» ove ognuno (in famiglia, a scuola, nel mondo del lavoro, negli ambienti dell'intrattenimento) dia il proprio contributo di «vigilanza», chiudendo il «rubinetto» prima dell'»overdose» tecnologica. Al di là tutto ognuno di noi, consapevole dei vantaggi e svantaggi derivanti dalla tecnologia, ha piena libertà di scelta. Inoltre, bisogna prendere atto che la rivoluzione digitale è divenuta inarrestabile, rapida e globale. Il passaggio della «società complessa» alla multimedialità deve essere accompagnato e non ostacolato: la strada da percorrere verso i futuri scenari della globalizzazione elettronica passa per «Tecnopoli».
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