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La scatola luminosa. Aspetti generali, contenuto e impatto sociale della televisione italiana dal 1954 ad oggi

Autore
Daniela Sammarruco - Università degli Studi di Salerno - [1999-00]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 285 pagine
  • Abstract
    Fin dalla sua comparsa, la televisione appare come un veicolo comunicativo di grande accelerazione e semplificazione, molto più di quanto non lo fossero state la radio e la carta stampata. In breve è diventata una presenza capace di modificare l’interazione sociale umana in tutti gli ambiti significativi della vita: da quelli più intimi e privati a quelli più generali e pubblici, ma allo stesso tempo anche la società si insinua nell’ambiente mediatizzato influenzandone il linguaggio, le scelte, la realtà. Obiettivo del testo è analizzare questa bilaterale influenza, questo continuo scambio fra realtà sociale e realtà mediatizzata. Valutare, cioè, in che misura il linguaggio televisivo e il modo di fare televisione sia cambiato per meglio adattarsi ai cambiamenti e alle evoluzioni della società e quanto invece la stessa società abbia subito l’influenza della televisione e sia stata indotta ad accelerare determinati meccanismi di evoluzione. Uso il termine accelerare in quanto i media elettronici da soli non potrebbero mai operare dei cambiamenti e compromettere le vecchie strutture di ruolo, sono gli individui che attraverso le interazioni e reazioni umane danno vita ai nuovi scenari. Nella prima parte del mio lavoro che include aspetti generali e contenuti, ho messo in evidenza l’inversione di tendenza, i cambiamenti e lo svecchiamento che ha subito la televisione italiana nel corso degli anni. Oggi i media elettronici sentono la necessità di adeguarsi ad audience combinate, ad arene che si fondono fra loro, nonchè alle innovazioni tecnologiche che hanno apportato cambiamenti anche nel modo di concepire programmazione e palinsesto. Il telespettatore da utente passivo è diventato organizzatore attivo, condiziona la programmazione. La New television è canali tematici, quarta dimensione del suono, high definition tecnology, inquadrature scelte dal telespettatore, interattività, palinsesti personalizzati, conduttori intercambiabili e virtuali a prova di errore. Anche i contenuti si svecchiano per adattarsi ai cambiamenti intervenuti nella società: oggi alle conversazioni partecipano gruppi eterogenei per sesso, età, religione, etnia, per questo gli argomenti sono eterogenei. Lo stesso accade in televisione: si trattano temi come il divorzio, l’omosessualità, la convivenza, l’anoressia, la droga, si rappresentano, insomma, tendenze sociali e ambienti familiari non tradizionali. Oggi, in Italia, vi sono sempre meno distinzioni tra “programmazioni per uomini” e “programmazioni per donne” o tra “programmazioni per adulti” e “programmazioni per bambini”. La differenza molto marcata di temi e programmi non ha più molto senso, in quanto tutti sono esposti in uguale modo a tutta la gamma di informazioni sociali. Espressività da retroscena, sentimenti personali, interazioni informali e battute improvvisate fanno ormai parte integrante dello spettacolo. Cambia il modo di concepire l’informazione, l’intrattenimento, la figura del presentatore, nonchè le inquadrature, la qualità delle immagini, il “dietro le quinte”, la comunicazione pubblicitaria, la fiction. Tutto si adegua ai mutamenti sociali, culturali, di costume; tutto si inverte: i presentatori ridimensionano le loro apparizioni, la gente comune diventa protagonista, la realtà prende il sopravvento sulla finzione, molte trasmissioni nascono senza inizio, senza contesto, senza fine. Nelle programmazioni più all’avanguardia non esistono battute preconfezionate, scalette rigide, ma solo segmenti autosufficienti, ritmi frenetici, nuovo stile. Il linguaggio si fa meno austero, più comprensibile e confidenziale, a partire dai telegiornali per finire alla fiction. Spettacolarizzazione, sentimentalismo, realtà, violenza, storie comuni e fatti singolari sono i nuovi ingredienti della nuova televisione. La televisione cambia, i generi si mischiano, i contenuti si svecchiano, segno che i cambiamenti nella società si ripercuotono anche sulla comunicazione, sui media in generale e sulla televisione in particolare. Oggi assistiamo ad una commistione di generi (nascita dell’infotainment) e ad una contaminazione di mezzi in quanto cinema, radio, televisione ed Internet si scambiano continuamente immagini, informazioni. Il nuovo stile e i nuovi ritmi hanno in breve contagiato tg, fiction, pubblicità, talk show. La new television ha modificato radicalmente il senso di un comparto ormai primario nell’industria culturale, ridisegnando completamente il rapporto di coinvolgimento dello spettatore, innovando i linguaggi, riqualificando i generi e persino stabilendo nuove forme di contatto con la politica. New television significa formazione e moltiplicazione di pubblici differenziati, la rete diventa il legame provvisorio delle singole stazioni con un’organizzazione di distribuzione specializzata e personalizzata, lo spettator...
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