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Atteggiamenti nei confronti di Internet: studio comparativo tra studenti universitare italiani e statunitensi

Autore
Simonetta Martini - Università degli Studi di Bologna - [1998-99]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 93 pagine
  • Abstract
    Allo scopo di rilevare atteggiamenti, tipo di approccio, livelli di competenza e tipi di uso, rispetto ai vari servizi di Internet dello studente italiano, ho fatto un questionario di 31 domande sui vari servizi disponibili in Internet.
    Ho confrontato soggetti provenienti da differenti realtà socio-culturali:Italia e USA, per rilevare come, fattori socio-culturali influenzano l’uso che si fa di Internet. Conoscere con quali “barriere” lo studente italiano si avvicina alla realtà di Internet può aiutare ad elaborare strategie utili al loro superamento.
    Ipotesi:vi siano differenze tra lo studente italiano e quello americano, rispetto le variabili che seguono:
    - livello di competenza nelle varie applicazioni di Internet;
    - atteggiamento di sicurezza (facilità d’approccio) nell’uso dei ciascun servizio;
    - frequenza d’uso dei vari servizi disponibili in Rete.
    Metodo: il questionario è stato somministrato a 190 studenti italiani e 190 statunitensi, frequentanti corsi di psicologia, del primo e secondo anno dell’università.
    Risultati: lo studente italiano ha un approccio ai vari servizi disponibili in Internet caratterizzato da un atteggiamento di minore sicurezza, rispetto allo studente statunitense. I soggetti italiani riportano infatti frequenze d’uso nettamente inferiori rispetto agli statunitensi, per quanto riguarda e-mail e navigazione per il reperimento di informazioni (pratiche oramai integrate nella vita quotidiana dei soggetti statunitensi).Al contrario gli italiani vi dedicano tempi nettamente inferiori, oltre ad avere iniziato a farne uso da tempi ben più recenti. Gli americani infatti, riportano un elevato cambiamento nel modo di reperire informazioni grazie al supporto di Internet, oltre a rilevanti aumenti nella frequenza degli scambi comunicativi, nel numero di interlocutori vicini e distanti grazie al supporto dell’e-mail. Gli studenti italiani indicano invece scarsi cambiamenti rispetto al modo di reperire le informazioni e riferiscono solo un aumento nella comunicazione con interlocutori fisicamente distanti a conseguenza dell’uso dell’e-mail. Testimoniano una non avvenuta sostituzione dei tradizionali mezzi di comunicazione (es. telefono e posta ordinaria) da parte dei servizi della Rete; è invece testimoniata una moderata – ma pur sempre avvenuta – sostituzione dei tradizionali mezzi di comunicazione dai soggetti statunitensi.
    Per i servizi meno usati (newsgroup e la pratica di acquisto on-line) non si osservano tra i due campioni differenze in termini di frequenza d’uso, tempo da cui lo si fa e tempo medio che vi si dedica; consistente è solo la differenza rispetto al numero di soggetti che affermano di servirsene nei due campioni: un numero nettamente più elevato di soggetti nel campione statunitense testimonia di fare uso di ciascuno dei servizi disponibili in Rete. Per il servizio di scaricamento dei software, di ricerca bibliografica e di chat-line si osservano significative differenze solo rispetto al tempo dal quale i soggetti si rivolgono a tali servizi: tempi superiori ai 3 anni sono testimoniati dalla maggioranza degli statunitensi, al contrario della maggioranza degli italiani che indica mediamente tempi non superiori a 6 mesi-1 anno. Non risultano differenze però in termini di frequenza d’uso e di tempo medio che vi si dedica.
    Gli italiani riferiscono autoattribuzioni di competenza nettamente inferiori oltre a dare definizioni di minore facilità d’uso, riferendosi a ciascuna applicazione disponibile in Internet.
    Il servizio di Internet più utilizzato è risultata la navigazione di siti web per il reperimento di informazioni, subito seguita dalla posta elettronica (e-mail); il 100% dei soggetti del campione statunitense vi si dedica contro percentuali nettamente inferiori di italiani (il 43% dei soggetti del campione italiano reperisce informazioni in Internet ed il 34% usa la posta elettronica).
    Il livello di partecipazione a gruppi virtuali riferito dagli studenti italiani risulta nettamente inferiore rispetto a quello riferito dagli statunitensi, anche se comunque chat-line e newsgroup risultano essere pratiche saltuarie per entrambi. Gli italiani hanno iniziato a farlo da tempi molto più brevi e riportano minori livelli di soddisfazione in termini di: divertimento, conoscenza di nuove persone, condivisione d’interessi, scambi affettivi.
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