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Le reti di città. Un percorso in evoluzione. Analisi di tre esperienze

Autore
Cristina Pianura - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [1999-00]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 384 pagine
  • Abstract
    Con lo sviluppo di Internet e delle Information and Communication Technologies sempre più spesso nella Pubblica Amministrazione si parla di “reti”. In particolare, dopo la diffusione delle “città digitali” o reti civiche si delinea un altro traguardo: le “reti di città”, progetti in genere supportati dagli Urp, finalizzati all’erogazione di servizi integrati secondo la metafora della “carta che viaggia al posto del cittadino”. Questo studio ha analizzato tre casi che si presentavano come “reti di Comuni”; ha cercato di identificare se tali progetti presentassero le caratteristiche proprie di un modello organizzativo a rete (lavoro per progetti, interdipendenza funzionale tra le unità, relazioni non gerarchiche e continuative) e di un modello comunicativo a rete (ubiquità, immediatezza, reversibilità dell’informazione), rintracciate negli studi di organizzazione e comunicazione. Tali caratteristiche sono considerate indispensabili per poter parlare di reti di città. Questo lavoro ha, inoltre, osservato quali funzioni fossero riservate ai rispettivi siti Web e il ruolo degli Urp. I tre casi sono: il S.in.P della Provincia di Ascoli Piceno, la rete Tamtel della Provincia di Bologna, la rete degli Urp di 10 Comuni della Provincia di Firenze. I primi due, privi delle caratteristiche fondamentali di una rete di città, si definiscono reti telematiche fra città poiché in essi è la tecnologia l’elemento qualificante. Si tratta di una “Rete Condominio” (S.in.P di Ascoli Piceno) in cui manca la condivisione di obiettivi e strategie, il sito Web ha funzione promozionale e gli Urp, laddove esistono, sono stati costituiti solo formalmente. Una “Rete Villaggio” (rete Tamtel) caratterizzata da una gestione più aperta e partecipativa, in cui il sito Web è funzionale ad un progetto di trasparenza amministrativa, ma ancora profondamente immatura e dagli scarsi risultati perché priva di coesione organizzativa. Avvalendosi anche di una ricerca di sfondo online con scheda-questionario collocata su Internet, a cui hanno partecipato 42 province italiane dotate di sito web e altri casi di siti web “complessi”, si è potuto osservare che le reti telematiche fra città, qui studiate, non sono casi isolati. Il terzo caso, la rete degli Urp di 10 Comuni, viene identificata come una vera e propria rete di città. In essa il sito Web è funzionale al lavoro di front office degli Urp e ad essi viene riconosciuto un ruolo strategico. Il valore di questo studio consiste soprattutto nell’aver osservato e cercato di rappresentare una nuova e complessa realtà in rapida evoluzione, dai contorni ancora imprecisi e sulla quale non sono stati rintracciati studi ad hoc. Esso ha constatato che le reti di città funzionano meglio se coinvolgono un numero non troppo elevato di unità, se tutte partecipano alla definizione delle strategie e obiettivi della rete, se la rete gli garantisce convenienza economica. Ha individuato nell’Urp il soggetto deputato alla gestione delle complesse relazioni interistituzionali, puntando non solo a contenuti di comunicazione condivisi bensì a prassi organizzative condivise. Ha constatato, inoltre, che i servizi integrati previsti non saranno erogati online, anche se il sito Web può essere ripensato come strumento utile all’Urp. Lo studio ha elaborato una propria definizione di rete di città, distinguendola da quella di sito complesso e rete telematica fra città.
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