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Identità e mass media. Il caso di due comunità del nord Sardegna attraverso le storie di vita

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Maria Cristina Piga - Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano - [1996-97]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 417 pagine
  • Abstract
    L'obiettivo di questa ricerca è quello di mettere a fuoco l’incidenza dei mass media nel processo di costruzione dell’identità locale in due comunità del Nord Sardegna, Olbia e Tempio Pausania, sullo sfondo di un’attenzione molto viva sul tema dell’identità, di cui si fanno interpreti gli studi culturali e in particolare quelli di matrice britannica. Nell’ambito dei Cultural Studies, si sviluppa il concetto di cultura costituita dai contributi di gruppi sociali che, mediante il proprio modello di vita, danno forma alla loro esperienza di vita sociale e materiale. In modo particolare, la corrente britannica mette in luce il concetto di identità culturale come il frutto della relazione che il soggetto intrattiene con l'altro, inteso come altro soggetto, altre istituzioni, spazio e tempo. In questa prospettiva, la costruzione dell’identità passa attraverso tutte le pratiche sociali, i processi storici e culturali ed è l’insieme delle interrelazioni, in cui l’identità del soggetto coinvolto è il risultato di tutti questi processi. Nel concetto di identità culturale rientrano sia i significati e i valori che nascono e si diffondono nei gruppi sociali, sia le pratiche effettivamente realizzate attraverso cui valori e significati sono espressi e nelle quali sono contenuti. Nelle relazioni che si stabiliscono tra soggetti e gruppi, i mass media svolgono una funzione importante, in quanto intervengono nei processi sociali e culturali, li modificano e di conseguenza alterano l’identità dei soggetti coinvolti. Per un lungo periodo, si é ritenuto che i media potessero dare origine ad un mondo istantaneo e superficiale, ad uno spazio di flussi elettronico nel quale le frontiere e i confini sono permeabili. Tuttavia, gli studi più recenti evidenziano che il processo innescato dai media é ambivalente, nel senso che due sono le tendenze emergenti: da un lato, la globalizzazione, dall’altro lato, la localizzazione, in frizione tra loro. La relazione tra tradizione e modernità, tra cultura locale e cultura globale, ha affrettato i grandi cambiamenti sociali e culturali. L’identità locale è messa in discussione dall’azione intrusiva dei mass media. Risulta, dunque, necessario mediare l’impatto della civiltà mediale con le specificità degli elementi che derivano dal patrimonio della storia locale.
    A partire da queste premesse, un primo dato riscontrabile nel particolare ambito territoriale della Gallura, sotto-regione del Nord Sardegna a cui appartengono le due comunità oggetto di studio, é un processo di trasformazione ancora in atto, ma risalente nella sua origine a circa un quarantennio fa. La cultura di massa ha portato modifiche sconvolgenti non solo nella mentalità, ma anche nelle usanze e nei valori. Il piccolo universo tradizionale è stato messo in crisi dai nuovi strumenti di comunicazione, dai nuovi modelli, comportamenti e simboli.
    A partire dagli anni Cinquanta, i mass media sono entrati in ogni casa, riflettendo come uno specchio le immagini e le vicende del mondo esterno. L’informazione, col suo flusso costante, ha varcato dall’esterno i confini dello spazio locale, dove si è attivato il confronto tra una realtà antica e una nuova moderna e vincente. In Gallura, più che in qualsiasi altra sotto-regione della Sardegna, agli inizi degli anni Sessanta, vi sono state profonde trasformazioni economiche per effetto della valorizzazione turistica delle coste, a cominciare dalla Costa Smeralda, consorzio alberghiero e residenziale di risonanza internazionale. I settori che hanno tratto maggiore vantaggio da questa nuova realtà economica sono stati l’artigianato e il commercio. E’ facile immaginare gli effetti di riflesso, ricadenti sulla cultura di massa, suscitati dalla pubblicità e dalla merceologia consumistica. La strada delle storie di vita ci é parsa particolarmente adatta a ricostruire l’esperienza dei mass media, nella vita quotidiana dei soggetti campionati, che passa attraverso la ricostruzione delle immagini sociali dei media (percezione sociale, funzioni socialmente riconosciute e modi di uso) e delle pratiche sociali entro cui si inserisce e a cui dà vita il consumo. Lo strumento dell’intervista in profondità è stato un momento di comunicazione privilegiato, utile a ricostruire una varietà di percorsi individuali e collettivi, comportamenti, stili di vita, forme di agire dei soggetti campionati, chiamati a testimoniare in qualità di protagonisti della propria realtà esistenziale e mediale, capaci di raccontarla e di raccontarsi. Raccogliere storie di vita ha significato raccogliere dati di prima mano: gli attori sociali hanno elaborato un’interpretazione personale del mondo esterno, tracciando parallelismi tra i propri percorsi esistenziali e l’universo mediale nel suo complesso. In tal modo, abbiamo potuto ricostruire il percorso compiuto dalla loro identità locale, che cerca di dare senso e ordine a modelli valoriali e comportamentali, trasmessi dai mass media.
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