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Violenza negli stadi e diritto penale

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Mattia Sala - Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano - [2005-06]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 36 pagine
  • Abstract
    I reiterati fenomeni di violenza in occasione di manifestazioni sportive costituiscono tutt’oggi un’emergenza allarmante, che ha più volte indotto il legislatore ad intervenire al fine di contrastarne il dilagante sviluppo.
    Non sfuggono, tuttavia, le difficoltà che il legislatore stesso ha sempre incontrato nell’avvicinarsi ad una complessa realtà, quale quella sportiva, priva per molti aspetti della duttilità necessaria per essere disciplinata attraverso regole rigide ed astratte. Tali difficoltà non hanno in ogni caso impedito all’organo legislativo di occuparsi, a più riprese, del fenomeno della violenza nello sport.
    In ordine di tempo si sono riportati i seguenti interventi normativi:
    - Art. 4 della legge 18 aprile 1975, n. 110, recante “Norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi”;
    - Art. 5 della legge 22 maggio 1975, n. 152, recante “Disposizioni a tutela dell’ordine pubblico”;
    - Artt. 6, 7 e 8 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, recante norme sugli “Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestine e tutela della correttezza nello svolgimento di competizioni agonistiche”;
    - Art. 2 del decreto legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito con modificazioni dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, recante “Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa”;
    - Decreto legge 22 dicembre 1994, n. 717, convertito con modificazioni dalla legge 24 febbraio 1995, n. 45, recante “Misure urgenti per prevenire fenomeni di violenza in occasione di competizioni agonistiche”;
    - Decreto legge 20 agosto 2001, n. 336, convertito con modificazioni dalla legge 19 ottobre 2001, n. 337, recante “Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di manifestazioni sportive”;
    - Decreto legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, recante “Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive”;
    - Decreti ministeriali 6 giugno 2005 (cd. Decreti Antiviolenza), recanti “Disposizioni in materia di titoli di accesso, videosorveglianza e sicurezza negli impianti sportivi”;
    - Decreto legge 17 agosto 2005, n. 162, convertito con modificazioni dalla legge 17 ottobre 2005, n. 210, recante “Ulteriori misure per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive”.
    I numerosi interventi normativi, anche a livello comunitario, sono indice della particolare ed aumentata attenzione che il legislatore ha dovuto, per cause contingenti, necessariamente riservare ai fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive spesso sotto la pressione di gravi fatti di cronaca.
    Il legislatore ha ritenuto opportuno intervenire con la previsione di misure che, sostanzialmente operando sul piano della prevenzione, intendono offrire validi ed adeguati strumenti per contrastare il fenomeno della violenza organizzata e le manifestazioni di carattere teppistico.
    Le misure predisposte che, in linea teorica, avrebbero dovuto costituire un deterrente al proliferarsi del fenomeno in questione, hanno peraltro disatteso le attese; di qui la necessità di continui e più efficaci interventi su tutti i fronti.
    In tali occasioni non è mai sfuggito al legislatore, da un lato, il forte impatto emotivo per quanto oramai avviene con costante frequenza in occasione di manifestazioni sportive; dall’altro, la trasformazione subita dalla fenomenologia.
    Se, infatti, è indubbio che la violenza sia andata gradualmente aumentando, al contempo si è constatata una sua progressiva evoluzione.
    Da rissa tra i tifosi di diverse fazioni si è infatti passati a condotte ben più violente e tipiche di reati particolarmente gravi quali: violenza sulle cose, violenza sulle persone, danneggiamento, danneggiamento aggravato, fino ad arrivare all’omicidio.
    Le esigenze di fondo di queste normative sono state intese a garantire una prevenzione più ampia possibile, ma pure ad apprestare un’efficace repressione; è importante notare che al soddisfacimento delle prime, vale a dire delle esigenze di natura preventiva, il legislatore abbia ritenuto doveroso giungere attraverso il rafforzamento dello strumento repressivo.
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