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Marketing politico nel web 2.0

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Alberto Cezza - Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia - [2006-07]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 74 pagine
  • Abstract
    Io penso che in un futuro non troppo prossimo la presenza di candidati politici nel web, ed in particolare nel 2.0, con tutti i suoi pregi, sarà determinante per raccogliere il consenso necessario per raggiungere un risultato positivo.
    Attualmente non è ancora possibile dire che tale strumento sia stato necessario per la vittoria di un qualche candidato, ma i segnali sono tutti rivolti verso questo nuovo strumento a disposizione della politica per “catturare” quel target giovanile che più sfugge al marketing politico tradizionale, con la cartellonistica, il volantinaggio, ecc.
    Probabilmente le elezioni nelle quali è stato maggiormente presente tale fenomeno sono state le ultime presidenziali francesi svoltesi, per quanto riguarda il primo turno, il 22 aprile 2007; mentre il ballottaggio è stato il 6 maggio del 2007.
    Caratteristico è il fatto che i due contendenti che si sono scontrati al secondo turno, Nicolas Sarkozy e Segolen sono anche quelli che avevano maggiormente puntato su una massiccia presenza sul web e sui motori di ricerca.
    In particolare Sarkozy ha offerto a tutti la possibilità di aprire un blog garantendo egli stesso la tecnologia, in modo che poi le persone avrebbero portato attraverso il passaparola, motore di internet, ad un arricchimento della comunità, sia sottoforma di numero di elettori, che di idee; insomma una blogosfera supportata dallo stesso futuro presidente della repubblica francese.
    Sarkozy ha insomma capito che il dibattito si sta ormai spostando sul mondo virtuale, il quale è capace di attirare quei giovani che sono lontani dalle sezioni dei partiti tradizionali.
    Un’ulteriore novità è stata la possibilità offerta ai militanti di partecipare ad un p2p che permetteva lo scambio di file video e musicali riguardanti naturalmente i temi cari ad i conservatori.
    Infine è stato lanciato addirittura un concorso, sempre in stile web 2.0, che prevedeva la realizzazione di video podcast, dal titolo “Internet, cellulari, le nuove forme della militanza politica"; i video erano giudicati dagli stessi navigatori ed i premi erano naturalmente gadget tecnologici.
    La strategia di Sarkozy è sempre stata improntata al web, basti pensare che nel 2005, finì al centro delle polemiche perché mentre le banlieux parigine erano messe a ferro e a fuoco dalla seconda generazione di immigrati acquistò su Google tutte le parole finalizzate alla ricerca del fatto di attualità, con il risultato che cercando sul famoso motore di ricerca la parola “periferia” oppure “guerriglia” al primo posto si trovava il sito dell’allora ministro dell’interno.
    E’ stato calcolato che grazie a questi strumenti durante le elezioni, sul sito dell’attuale ministro della repubblica francese sono transitati oltre 40.000 persone al giorno; un risultato che fa riflettere sulle capacità del web 2.0 di risultare determinante in un prossimo futuro.
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