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Dal luddismo al neo-luddismo. Luoghi di critica alla razionalità tecnica del capitale.

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Alessio Gatto - Università degli Studi di Catania - [2007-08]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 69 pagine
  • Abstract
    Il periodo preso in esame in questo scritto si colloca all'inizio del XIX secolo. Un periodo in cui si registra una crescita senza precedenti delle possibilità del mercato internazionale, unita ad altrettanto sconvolgenti incrementi delle capacità produttive e della possibilità di dominio sull'ambiente. Condizioni raggiunte dall'uomo tramite le vere grandi novità di questo tempo, destinate a caratterizzare questa come ogni altra epoca a venire: le macchine. Queste importanti questioni che ci condurranno alle motivazioni della nascita del Luddismo.
    Il seguente lavoro sarà diviso il tre parti.
    Il primo capitolo sata dedicato alla ricostruzione storica del movimento luddista. Un movimento che nonostante la sua breve durata, riesce comunque ad interpretare ed esprimere il malcontento della popolazione inglese nel periodo che va dal 1811 al 1813. Cercheremo inoltre di cogliere le motivazioni che guidarono le azioni di tutti gli attori partecipanti al nascente conflitto sociale, di ciu è stato portatore il sistema di fabbrica.
    Il secondo capitolo sarà dedicato all'analisi delle trasformazioni dettate dal processo di industrializzazione. Proveremo a scorgere i cambiamenti apportati all'attività umana, e in modo parallelo cercheremo di capire i motivi delle rivalità tra uomo e macchine, all'interno del processo produttivo. In questo capitolo ci occuperemo anche delle mutazioni sociali a cui erano costretti i primi operai industriali. Analizzeremo inoltre i motivi per cui le macchine si manifestano come il mezzo più adeguato alla riproduzion del capitale. In questo senso si parla di razionalità tecnica del sistama capitalistico.
    Il terzo capitolo si muoverà sulla scia del contemporaneo dibattito sulla questione delle macchine. L'avanzare di una tecnologia, per secoli ritenuta neutrale, è un argomento che ritrova la sua centralità nelle moderne teorie che potremmo definire neo-luddiste. Correnti di pensiero volte a demistificare l'associazione sviluppo-benessere, insita ormai da troppo tempo nella cultura occidentale.
    Le conclusioni cui giungiamo ,riguardano un aspetto da sempre accantonato dai maggiori critici del capitalismo. Ogni tecnologia, in misura maggiore o minore, è feconda di conseguenze, che chiaramente non riguardano soltanto l'organizzazione economica. Esse investono inevitabilmente il sistema sociale nel suo comlesso, ed in maniera forse più latente, anche le culture di ogni parte del mondo. Di fatto, i macro-processi globali, guidati dalle medesima logica sviluppista, hanno imbastardito quasi del tutto le culture di ogni luogo, fiondando le societa nell'orgia consumistica di cui siamo tutti testimoni.
    Occorre ripensare al passato per capire gli errori che nel presente vengono perpetrati.
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