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La teoria dell'attaccamento nella Scuola dell'Infanzia

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Sara Pirovano - Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano - [2008-09]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 184 pagine
  • Abstract
    Il presente lavoro si è posto come fine quello di indagare la teoria dell’attaccamento sia nelle sue declinazioni psicologiche che educative all’interno della Scuola dell’Infanzia. Infatti, si voleva appurare l’importanza della relazione tra insegnante e bambino ed i suoi riflessi nello sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino stesso.
    Nonostante la teoria iniziale di Bowlby (1962) proponesse l’esistenza di un solo caregiver (la madre), negli ultimi anni, un’ampia letteratura ha incominciato ad indagare le relazioni di attaccamento nel contesto di caregiver multipli. Questa condizione appare sempre più comune se si considera che la maggioranza dei bambini al momento dell’iscrizione alla Scuola Primaria ha già avuto esperienze di scolarizzazione. Quindi, un ruolo molto importante assume a questo proposito, come è stato sostenuto da Lecciso (2008) e da Pianta (2000), la relazione insegnante-bambino. Secondo lo studioso americano la sua importanza è accresciuta se l’alunno ha sperimentato una relazione carenziale con il suo caregiver primario. Quindi, con l’insegnante, sempre secondo Pianta, il bambino potrebbe sperimentare una relazione con un caregiver responsivo e sviluppare uno stile di attaccamento sicuro.
    Partendo da queste considerazioni iniziali si è voluto approfondire ulteriormente la portata di questa relazione e la sua incidenza sia nello sviluppo delle relazioni con i pari e sia nei futuri successi scolastici dell’alunno.
    Per questa ragione si è partiti con l’approfondire nel primo capitolo i maggiori esponenti teorici tra cui spiccano i nomi di Bowlby ed Ainsworth. Di quest’ultima si è fatto in particolare riferimento alla Strange Situation attraverso cui la studiosa ha individuato i tre principali stili di attaccamento.
    Oltre a ciò, è parso opportuno indagare, sempre all’interno del primo capitolo, il dispiegarsi dell’attaccamento nelle diverse fasi della vita. Infatti, la relazione di attaccamento non si riduce solamente alla sola infanzia, ma riguarda anche la esperienze relazionali dell’adulto.
    Un ruolo di particolare rilievo è assunto, sicuramente, dalla relazione che l’insegnante stessa instaura con gli alunni. Infatti, non è solo lo stile relazionale che il bambino ha sviluppato nella sua relazione con il caregiver primario ad influenzare la relazione successiva con l’insegnante, ma anche lo stile di attaccamento che ha caratterizzato quest’ultima nel corso della sua infanzia.
    Non essendo riducibile la teoria dell’attaccamento alla sola infanzia, nel secondo capitolo si è ritenuto necessario approfondire i diversi strumenti che permettono di indagare l’attaccamento nel corso delle diverse fasi della vita.
    Partendo dalla Strange Situation di Ainsworth negli anni si sono susseguiti diversi strumenti ad opera differenti studiosi. Tra questi sono stati ricordati in particolare modo: il Q-Set, il Sat di Main e Cassidy, l’Attachment Story Completion Task, la Security Scale, l’intervista sull’attaccamento nella latenza, l’Attachment Doll Play, il SAT Famiglia nelle due versioni di Attili e Marchetti-Liverta Sempio-Lecciso, il SAT Scuola ed infine l’AAI.
    Specifico spazio è stato dato infine agli aspetti educativi specifici dell’attaccamento nella Scuola dell’Infanzia nel terzo capitolo.
    In particolare, si ha avuto modo di approfondire i riflessi che l’attaccamento può avere nello sviluppo sia della cognizione, ed in particolare a questo proposito si è fatto riferimento alle connessioni con la Teoria della Mente, sia nello sviluppo dell’emozione con i conseguenti riflessi nella relazione con l’insegnante ed i pari.
    Inoltre, è parso opportuno guardare alla sfida che il presente pone alla teoria dell’attaccamento ed in particolare si è fatto riferimento alla presenza di alunni stranieri all’interno della Scuola dell’Infanzia. A questo proposito si è voluto definire se la relazione caregiver-bambino fosse una relazione universale, tipica della specie umana e se tutte le culture riconoscevano e proponevano come normativo lo stile di attaccamento sicuro.
    Infine, a conclusione del presente lavoro è parso conveniente definire quali sono le caratteristiche che dovrebbero caratterizzare un insegnante della Scuola dell’Infanzia che si propone come base sicura nella relazione con i suoi alunni.

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