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Come forma la musica: itinerari nel pensiero di Th. W. Adorno

Autore
Andrea Farolfi - Università degli Studi di Firenze - [2008-09]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 297 pagine
  • Abstract
    Questa tesi si offre di essere un utile strumento per la comprensione del pensiero di Th. W. Adorno presentando con chiarezza le varie problematiche dell’autore ed in particolare riguardo al valore formativo e pedagogico della musica.
    Partendo da una biografia intellettuale in cui ogni volume del filosofo viene spiegato – seppur per sommi capi – ci si sofferma poi sulla Dialettica dell’illuminismo, sulla Dialettica negativa (anche riguardo alla questione del linguaggio e della metafisica) e sulla Teoria estetica, delle quali vengono analizzati i vari aspetti con completezza. Viene ricostruita la formazione della teoria critica attraverso gli scritti del filosofo, ponendoli in diretto paragone con altri importanti pubblicazioni coeve e con gli autori del passato ai quali Adorno si richiama; viene così chiarito il rapporto di Adorno con Kant, Marx, Husserl, Heidegger, Benjamin ed in particolar modo con Hegel. Vengono inoltre esaminati aspetti meno conosciuti – ma per questo non marginali – quali ad esempio lo stile e il rapporto dialettico e critico che l’autore richiede al lettore, il valore morale del pensare filosofico. Da citare infine il paragrafo sull’industria culturale e un utile capitolo per comprendere il complesso concetto di “mimesis” in Adorno.
    Per quanto riguarda l’estetica musicale, dopo un excursus sulle varie pubblicazioni di Adorno, si è cercato di tracciare un esauriente percorso della musicologia adorniana, dai prebachiani agli anni Sessanta; ci si è poi focalizzati su alcuni autori ai quali il filosofo rivolge particolare attenzione dedicando appositi paragrafi alle figure di Mahler, Wagner e Beethoven, Schönberg, Stravinsky, per questi ultimi confrontando anche gli iscritti di Adorno con i loro; infine abbiamo analizzato il rapporto di Adorno con la musica a lui contemporanea (i postweberniani, Boulez, Cage, Donatoni, ecc.), analizzando il concetto di “invecchiamento” e cercando di spiegare chiaramente quello di “musica informale”.
    Nell’ultimo capitolo siamo andati poi alla ricerca dei testi riguardanti la pedagogia e la formazione musicale in Adorno, aspetti raramente in primo piano ma sempre presenti nel pensiero dell’autore che dava all’arte una precisa funzione – oltre che conoscitiva – di elevazione e di formazione dell’individuo. Si è cercato quindi di delineare una pedagogia adorniana – in particolar modo riguardo alla musica – e di ricercare gli elementi di una formazione umana nel pensiero dell’autore. Si è quindi partiti dall’importanza data da Adorno ad un corretto ascolto (definito da Adorno “strutturale”), ricostruendo poi i vari tipi di ascoltatori descritti in Introduzione alla sociologia della musica e in altri saggi per poi intraprendere una complessa ricerca degli aspetti di formazione musicale contenuti in Filosofia della musica.
    Infine, le quaranta pagine di bibliografia (aggiornata al giugno 2009) costituiscono uno strumento completo ed esauriente; in essa sono presenti (anche con indicazioni di risorse on-line) tutti i libri pubblicati da Adorno e le relative traduzioni in italiano, i volumi e gli articoli su Adorno filosofo e musicologo, un’ampia scelta di pubblicazioni sulla Scuola di Francoforte e un elenco indicativo di volumi di estetica musicale e di pedagogia della musica.
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