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Europa e media: un rapporto complesso

Autore
Luca Spaziani - Università degli Studi di Verona - [2008-09]
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  • Tesi completa: 132 pagine
  • Abstract
    Negli ultimi anni la comunicazione è divenuta per l'Unione europea, e in particolare per la Commissione, una priorità assoluta. Ciò è avvenuto a seguito della ricerca sempre maggiore di consenso e legittimazione popolare verso l'esistenza delle istituzioni europee e, più in generale, per il processo d'integrazione europea. L'esigenza di attirare l'attenzione dei mass media e dell'opinione pubblica è stata avvertita soprattutto dopo gli esiti negativi dei referendum sul progetto di Costituzione europea del 2005. Nonostante le forti sollecitazioni rivolte dall'ue a giornalisti e operatori dell'informazione affinchè dedichino più spazio e attenzione all'operato delle istituzioni europee e alle tematiche comunitarie, la risposta da parte dei mass media è spesso inadeguata. nei mass media, italiani ma non solo, si parla poco di Europa e quando ciò accade spesso l'informazione ha un taglio quasi esclusivamente nazionale, evitando di assumere un punto di vista europeo rispetto a tematiche che interessano tutto il Continente. Il risultato è una percezione delle istituzioni europee come qualcosa di lontano e, a seconda delle circostanze, come giganti burocratici che sottraggono risorse ai nostri conti pubblici solo per mettere paletti, o come "polli da spennare" dai quali trarre finanziamenti e vantaggi. Una rappresentazione senz'altro troppo semplicistica di ciò che è l'Unione europea e del ruolo che ricopre, o che dovrebbe ricoprire, nel mondo globalizzato.
    Questa tesi analizza il rapporto tra Unione europea e mass media, esaminandolo dai due lati, ma privilegiando ciò che l'Ue mette in campo, in termini di servizi, strumenti e risorse, per i giornalisti, per permettere loro di lavorare al meglio e di fare informazione sull'Europa in maniera adeguata. La tesi non manca di analizzare gli aspetti problematici di questo rapporto, che lo rendono spesso difficile: la scarsa cultura professionale dei giornalisti sull'Unione europea da un lato e una maggiore attenzione alla quantità piuttosto che alla qualità della comunicazione dell'Ue dall'altro.
    Quel che è certo è che parlare di ue significa parlare del nostro futuro, delle sfide che ci attendono, di fronte alle quali non si può pensare che ogni stato si esprima con la sua singola voce. L'integrazione europea è stata voluta dopo la Seconda Guerra Mondiale per garantire la pace e rilanciare l'economia nel Vecchio Continente. Ora, nel mondo globalizzato, la funzione dell'Unione europea sarebbe quella di rappresentare la voce degli Stati che la compongono, e di portare nei contesti internazionali un solo messaggio, una sola psizione, concordata tra gli Stati membri. Perchè ciò accada c'è bisogno di un'Europa più forte, obiettivo per il cui raggiungimento i mass media e i nuovi media sono fondamentali.
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