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La donna nella transizione: il caso lituano del 1991 al 2004

Autore
Alessia Arturi - Università degli Studi di Bologna - [2005-06]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 156 pagine
  • Abstract
    Riassunto sintetico

    La ricerca vuole analizzare le variabili delle politiche di genere e le loro ripercussioni sociali in Lituania e nei paesi socialisti, dalla debacle del regime sovietico al 2004. Il lavoro è articolato in tre parti. Nella prima sezione viene presentato il contesto storico in cui si collocano gli avvenimenti maggiormente rilevanti dell’ultimo secolo e l’evoluzione del ruolo della donna nel periodo sovietico. Si è cercato di vagliare, in altre parole, fino a che punto siano state realizzate politiche volte all’emancipazione reale della donna, e in che misura invece, il susseguirsi di determinati eventi in quel periodo storico sia stato determinante nella formulazione delle politiche interne. Nello specifico, sono state esaminate le modalità attraverso cui il sistema politico ha cercato di coniugare le dinamiche sociali con le esigenze di efficienza del sistema economico, assegnando alla donna un peso specifico diverso a seconda delle esigenze contingenti del paese. Nella seconda, sono state poste in risalto le dinamiche sociali del governo in transizione, i primi successi e i fallimenti delle politiche di genere, con particolare riferimento ai rapporti intercorsi fra uomo e donna concentrando l’attenzione sulla crisi dei ruoli sociali. Nella terza parte si è infine analizzato il decennio passato e si è cercato di valutare i progressi compiuti dalle donne nel campo dei diritti civili collettivi e privati; di analizzare lo status e le problematiche di genere che si sono presentate durante il periodo della transizione dal regime socialista, passando per la democratizzazione fino al recente ingresso nell’Unione Europea.

    Metodologia seguita

    Dal punto di vista metodologico la ricerca si avvale del supporto di fonti reperite direttamente ed interamente in Lituania, presso la Vytautas Magnum University, la Vilnius University e i suoi dipartimenti e centri di ricerca e documentazione specializzati. Di particolare importanza è stato inoltre il materiale riservato del Women’s issues Information center, cui si è avuto accesso in via del tutto preferenziale durante il lavoro di ricerca, e una serie di interviste di approfondimento con i Professori: Giedre Purvaneckiene, Violetta Pulkeliene, Regina Jasiuleviciene, Jolanta Reingardiene e Sara Clavero. Di fondamentale importanza è stata documentazione reperita presso il Vilnius University Gender Studies Center (GSC), Gender Studies Centre Library di Kaunas, Archive of Women’s Memories, Lithuanian Association of University Women Kaunas Departement.
    Per la stesura dell’elaborato ho usato un approccio empirico con l’analisi diretta delle fonti. Il supporto empirico è basato sulle interviste dirette a donne più o meno attive in politica e nel sociale che hanno dato reso questo lavoro del tutto originale, come ad esempio, le donne parlamentari del Seimas (il Parlamento Lituano). Inoltre questa ricerca fa affidamento sulle importanti conferenze alle quali si è avuta la possibilità di presenziare, come ad esempio il seminario "Community Based Education and Gender Mainstreaming" organizzata dalla Facoltà Vytautas Magnum University di Kaunas, e la conferenza sul Network for Gender Studies for the Countries of the Former Urss, organizzata dalla facoltà di Sociologia presso la Vilnius University.

    Principali risultati raggiunti

    Il principale risultato ottenuto è un panorama completo della situazione socio-politico attuale relativa alle questioni di genere in Lituania e, per estensione, nelle repubbliche baltiche. Al centro del lavoro di ricerca vi è l’analisi di come a livello interno si sia tentato di coniugare dinamiche economiche e issues politicamente rilevanti per la politica di genere con le condizionalità imposte dall’ambiente internazionale e dal pesante bagaglio storico. In particolare, si è rilevato che le logiche economiche del periodo socialista, a causa della diversa situazione di emergenza avvertita, hanno finito con il far proprie, in misura maggiore rispetto al resto d’Europa, le politiche di genere. L’analisi delle diverse fasi storiche ha inoltre permesso di approfondire i risultati raggiunti dai vari governi nella costruzione teorica della figura femminile, dei ruoli sociali, e della famiglia. Dopo un’accurata differenziazione degli atteggiamenti assunti dai vari governi nelle varie fasi del periodo socialista, si è così giunti alla conclusione che il principio di uguaglianza inneggiato dai bolscevichi all’inizio del secolo sia servito al potere sovietico come baluardo dietro il quale nascondere l’attuazione di politiche economiche di volta in volta necessarie e che l’ideale della donna liberata si sia, per paradosso, realizzato solo alla debacle del socialismo stesso.
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