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Il positivismo pedagogico e la sua influenza sull'attività riformistica di Michele Coppino

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Marianna D'Emerico - Università degli Studi di Bari - [2007-08]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 73 pagine
  • Abstract
    Tra i numerosi esponenti del Positivismo pedagogico italiano, Michele Coppino è senza dubbio colui che ha maggiormente inciso sulla realizzazione delle proposte di fondo maturate dagli intellettuali del post-risorgimento.
    Figura centrale nella storia della società italiana, Coppino resse il Ministero dell’ Istruzione Pubblica per oltre sette anni complessivi, nel 1867 e, successivamente dal 1876 al 1888, durante il governo della Sinistra storica.
    Benché non mancasse di interesse e comprovate capacità in numerosi settori della vita pubblica, accettò di far parte dei governi nazionali solo nel ruolo di ministro dell’ istruzione, dedicando ad esso tutte le proprie costruttive energie; l’ ultima fase, durata quasi quattro anni, per ampiezza e rilievo dei provvedimenti varati, costituisce tutt’ ora un esempio raramente superato nel governo della Pubblica Istruzione in Italia.
    Eppure il suo nome ricorre quasi sempre per indicare la legge omonima, con la quale avvenne la definitiva attuazione dell’ obbligo dell’ istruzione elementare; per il resto, la sua opera e la sua vita, ispirata a un decoroso riserbo, sono rimaste a lungo pressoché sconosciute.
    Questa ragione mi ha spinto ad approfondire meglio la vicenda umana e politica di Coppino, con l’ obiettivo di evidenziarne il contributo pedagogico a favore di un’ istruzione libera da dogmi e condizionamenti, democratica ed orientata secondo i principi del Positivismo pedagogico.
    Nel primo capitolo verranno dunque esposti i caratteri generali di tale indirizzo, attraverso l’ apporto teorico dei più insigni studiosi dell’ epoca, tra i quali Cattaneo, De Dominicis, Ardigò, Angiulli, Gabelli.
    L’ attenzione al valore formativo della scienza e la costituzione della pedagogia come Scienza dell’ Educazione costituiscono i principi cardine che guidarono i primi tentativi di riforma scolastica a favore dell’ istruzione popolare, in funzione del progresso civile ed economico.
    Il secondo capitolo introduce la figura di Michele Coppino, nella duplice prospettiva di intellettuale e uomo politico. Vengono delineate le tappe fondamentali percorse dal ministro, fino al definitivo progetto di legge sull’ istruzione laica, obbligatoria e gratuita.
    Il terzo capitolo è interamente dedicato alla legge Coppino sull’ obbligo dell’ istruzione elementare, un documento di vasta portata innovatrice entrato definitivamente in vigore il 15 luglio del 1877, ma fortemente osteggiato dai gruppi conservatori e dalle istituzioni ecclesiastiche.
    L’ ultimo capitolo affronta la prospettiva laica, trasversale all’ intera riforma politico-educativa di Coppino, e concede ampio e meritato spazio a due settori dell’ istruzione a cui il ministro dedicò eguale attenzione: la formazione degli insegnanti e l’ istruzione secondaria, tecnica e classica.
    Gli strumenti di ricerca sono stati molteplici, ma per la fase più complessa, inerente al recupero di materiale organico ed esaustivo sull’ intera opera del ministro Coppino, mi sono avvalsa di un testo disponibile in limitato numero di copie, relativo ai suoi scritti e discorsi e corredato di una esauriente bibliografia (a cura dello studioso A. A. Mola, Ed. Famija Albeisa).
    Le recenti pubblicazioni dell’ Archivio di Stato e le opere di approfondimento del prof. E. Bosna, hanno fornito altresì un valido supporto nell’ elaborazione degli aspetti critici e legislativi riguardanti il tema dell’ obbligo e dell’ istruzione normale e secondaria.
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