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Comprendere il mutamento nella modernità riflessiva: tra molteplicità identitaria e pensiero complesso

Autore
Michele Azzu - Università degli Studi di Sassari - [2005-06]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 107 pagine
  • Abstract
    La riflessione della nostra tesi parte da un'analisi iniziale dei fenomeni della modernità nelle sue diverse dimensioni: sociale, culturale, individuale (qui, eventualmente, citare i diversi mutamenti microsociali e macrosociali esaminati nel primo cap.) Questa analisi, condotta attraverso un percorso interpretativo principalmente su Beck, Jonas e Tomlinson, ci ha portato a considerare la prospettiva del mutamento menzionato da Jonas, una prospettiva che vuole cogliere l'importanza dei cambiamenti sociali, individuali e culturali attuali, e che rimanda al fondamento etico a cui giunge anche la nostra riflessione.
    Proseguendo nella riflessione abbiamo dunque individuato due problemi che si pongono a una comprensione del mutamento (nel contesto della Modernità riflessiva e società planetaria): quelli che abbiamo chiamato problema cognitivo e problema politico, il primo rimanda all'inadeguatezza del paradigma di conoscenza scientifico nella comprensione di questi mutamenti, il che porta anche a parlare di una crisi della razionalità scientifica (qui, eventualmente, citare gli autori del paragrafo eredi della critica della cultura: Nietzsche, Wittgenstein, Bohr, Heisenberg), che viaggia su quelle che abbiamo individuato come direttrici (della crisi): l'esclusione dell'uomo e la frammentazione del sapere.
    Ma ciò che risulta di sicuro centrale, a nostro parere, nella discussione di queste tematiche, è il concetto complesso di persona: il secondo problema, quello politico, rimanda infatti alle nuove politiche differenziali, o sub-politiche, che acquistano la capacità di influenzare le politiche decisionali transnazionali.
    Questo concetto è chiaramente espresso da Amartya Sen nel primo dei due articoli inediti presentati nella tesi, con la definizione di affiliazione plurale come dominio della giustizia sociale, una definizione che supera le concezioni di grande universalismo e particolarismo nazionale, e lo fa per mezzo delle molteplici identità della persona, identità che non possono essere unicamente riconducibili alla nazionalità o alla cittadinanza (qui, eventualmente, citare il discorso di Sen sulla “posizione originaria” di Rawls). Questa definizione, inoltre, ci parla di nuove agenzie politiche che si vengono a creare per mezzo delle affiliazioni plurali derivanti dalla professione, dal genere, da convinzioni politiche, dal ceto (qui, eventualmente, fare degli esempi concreti di tali agenzie), e che superano i confini nazionali. Il richiamo di queste nuove forze politiche ai temi etici è costante.
    L'affiliazione plurale può anche dirci un'altra cosa riguardo il mutamento: la centralità che l'individuo viene ad assumere nella Modernità riflessiva, e nella sua complessità, dunque l'individuo considerato come ragione, affettività, fisicità, e in un contesto planetario.
    Il problema cognitivo deve così tenere conto della necessità di un nuovo paradigma di conoscenza capace di cogliere la complessità del reale, nel contesto planetario e riflessivo, e dell'individuo, di superare il rischio facendo dell'incertezza uno dei propri principi (quello che abbiamo ribattezzato il “principio zero”), e della multidisciplinarietà la sua base. Questo nuovo paradigma è stato da noi identificato nel Pensiero complesso di Morin (qui, eventualmente, citare i principi e i macroconcetti del Pensiero complesso). La conoscenza complessa implica ridefinire le modalità di educazione, e, più di questo, “pensare complesso” significa porsi quegli interrogativi morali propri della modernità a cui la razionalità scientifica non può rispondere, chiedersi il fine dello sviluppo e del progresso.
    Il Pensiero complesso ci porta così al modello di sviluppo umano, un modello in cui il fine ultimo dello sviluppo è la vita umana nella sua matura e consapevole realizzazione, e ad un progetto di politica interna mondiale orientato alla promozione delle capacitazioni, ovvero delle libertà sostanziali delle persone, di “fare” e comprendere (qui, eventualmente, citare la lista delle capacitazioni di M. Nussbaum). Libertà che non possono prescindere da una discussione transculturale di quei “valori planetari”, che emergono dalla società planetaria, superando le concezioni di “scontro di civiltà”, o la cosiddetta “Tesi di Lee”.
    Pare chiaro a una considerazione finale di questa tesi, sottolineare la centralità odierna della questione etica, una questione che risulta il punto d'incontro dei nominati problemi cognitivo e politico, sorti dalla riflessione sul mutamento. Il percorso attraverso il Pensiero complesso e lo sviluppo umano, porta all'importanza della discussione sulle tematiche di giustizia globale (qui citare la situazione femminile, l'immiserimento, la dignità umana), e sul conflitto.
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