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USA '08 - Come cambia l'America. Le elezioni americane, la crisi economica, l'ascesa di Obama Presidente

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Maria Palumbo - Libera Univ. degli Studi Maria SS.Assunta-(LUMSA) di Roma - [2007-08]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 213 pagine
  • Abstract
    Il 2008 rimarrà nella storia. Sarà uno spartiacque.
    L'anno in cui ha avuto inizio la Grande Recessione, ma anche l'anno nel quale un uomo di colore, figlio di un keniota e di una donna bianca del Kansas, è diventato il 44° Presidente degli Stati Uniti d'America.

    La crisi devastante che stiamo vivendo ha convinto la maggioranza degli americani a votare Obama, ha convinto la maggioranza del mondo a sperare in lui. Non poteva essere un repubblicano (neppure un Maverick, uno spirito indipendente come McCain) a succedere a Bush perchè la causa del disastro dell'economia viene attribuito dalla maggioranza degli americani alla politica economica attuata dal partito repubblicano.
    Gli ultimi 15 anni sono stati contraddistinti da una forte speculazione finanziaria fondata sul debito. La mancanza di regole e limiti, la deregulation, accelerata negli ultimi 5-7 anni, ha portato al collasso di un sistema fondato sul mercato.
    Una catena di insolvenze hanno travolto l'economia reale portando il sistema capitalistico al collasso. Modelli alternativi credibili tardano ad arrivare.

    La mia tesi - realizzata in parte negli Usa dove ho potuto studiare grazie ad una borsa di studio - vuole guidare il lettore nell'accesa campagna elettorale americana (dominata da temi economici) attraverso lo studio dei suoi attori. La mia tesi analizza il percorso che ha portato Barack Obama alla Casa Bianca, le prime misure attuate dal nuovo presidente per far uscire l'America e il mondo dalla "tempesta perfetta".

    Per l'economia mondiale siamo all'ultima spiaggia: guai se Obama dovesse fallire. Ma i risultati sperati tardano ad arrivare e mentre Obama chiede pazienza e nuove regole per la finanza, anche tra i suoi sostenitori, come il premio Nobel per l'economia Paul Krugman, si fa strada il pessimismo.
    Non convince - ad esempio - il piano del neo-ministro Timothy Geithner per liberare le banche dai titoli tossici: non può riuscire - scrive Krugman - e Obama avrà perso altro tempo mentre ogni mese altri 650mila americani perdono il lavoro.
    Speriamo che Krugman si sbagli.
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