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L'identità sessuale in adolescenza: studio sulle rappresentazioni interne e sulle relazioni in un campione di studenti

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Annarita Teofilo - Università degli Studi di Bari - [2004-05]
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  • Tesi completa: 43 pagine
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    Nell’adolescenza, per i ragazzi, si aprono nuove prospettive che portano a valorizzare le trasformazioni sessuali e corporee della pubertà nella ridefinizione personale. In questa prospettiva l’adolescenza viene considerata un secondo processo di separazione-individuazione, che comporta la separazione dalle relazioni infantili interiorizzate e l’acquisizione di un’identità più complessa e matura.
    L’adolescenza è vista come una nuova nascita, nella quale le strutture della personalità vengono completamente rinnovate. Per Hall il passaggio dall’infanzia all’adolescenza è qualcosa di tumultuoso, rivoluzionario; segna l’ingresso in una sfera di esperienze dominata da conflitti, contraddizioni che sarebbero conseguenza necessaria dello sviluppo fisiologico e della maturazione sessuale.
    Nell’interpretazione di Freud la vita sessuale del periodo infantile occupa una posizione centrale e l’adolescenza è vista in una prospettiva di continuità, nella quale il periodo di latenza funge da mediazione fra l’infanzia e l’esplosione della pubertà.
    Su qualunque strada proceda l’adolescenza, si può facilmente osservare come l’ambiente allargato dell’adolescente, nuovo e non più dipendente dalla famiglia, erediti funzioni e significati che appartenevano precedentemente alla matrice familiare dell’infanzia. Questi fattori sono soggetti, durante l’adolescenza, a modifiche dovute a rifiuto, parziale o assoluto, temporaneo o permanente, cioè ad un processo di modulazione idiosincratica e di selettività critica dell’adolescente (Blos, 1988).
    Gli adolescenti sono profondamente e appassionatamente coinvolti nel loro ambiente in genere e nei rapporti con i propri coetanei in particolare. Sotto questo aspetto, la teoria psicoanalitica dell’adolescenza ha teso ad evidenziare le diverse vicissitudini nella scoperta di oggetti extrafamiliari. È interessante notare il ruolo dei rapporti con i coetanei come funzione dell’ambiente, e l’uso esclusivo che l’adolescente ne fa. Il coinvolgimento sociocentrico dell’adolescente nei rapporti con i coetanei non ha soltanto scopi libidici, ma rappresenta anche uno sforzo di venire a patti con i residui interiorizzati dalla separazione infantile ambivalente tra oggetti “buoni” e “cattivi”. Lo scopo evolutivo di queste relazioni oggettuali è il cambiamento strutturale, piuttosto che la gratificazione libidica.
    Da Freud abbiamo appreso che lo sviluppo psicosessuale non inizia in adolescenza, tuttavia l’adolescenza e l’avvento della pubertà rappresentano una svolta nella sessualità dell’individuo. In effetti, la sessualità è un punto focale della vita dell’adolescente.
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