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Le community online per la formazione: il caso Sspal (scuola superiore pubblica amministrazione locale)

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Daniela Maratea - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2007-08]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 244 pagine
  • Abstract
    Le tesi nascono da domande o interessi verso argomenti poco conosciuti, o di cui si conoscono solo gli aspetti emergenti. In questo caso il tema che si intende analizzare è piuttosto nuovo, soprattutto se riferito ad un ambiente come le pubbliche amministrazioni, spazi notoriamente considerati come culturalmente consolidati, che richiedono tempi di trasformazione lunghi e particolarmente lenti. Per utilizzare una metafora, ricordano i transatlantici che varcano gli oceani, che per cambiare traiettoria di pochi gradi, anche se la manovra risulta repentina, impiegano chilometri e chilometri, prima di assestarsi sulla nuova rotta.
    La società che si prospetta, grazie (ma non solo) alle nuove tecnologie, dispone degli strumenti per accelerare quei cambiamenti che favoriscono l’attività umana, in tutti i contesti conosciuti.
    Uno dei temi centrali del cambiamento della pubblica amministrazione è la formazione e la riqualificazione delle risorse umane per affrontare in maniera efficace l’evoluzione dei mercati. Non si tratta di creare semplici strumenti per I’addestramento, ma di costruire una leva per lo sviluppo e la promozione del personale con l’obiettivo di accrescere e valorizzare le competenze professionali attualmente presenti, aggiornandole costantemente.
    L’opinione, purtroppo condivisa, da parte del collettivo sociale, sull’inefficienza del settore pubblico, legata a sprechi e ad aspetti burocratici che risultano ormai eccessivi ed obsoleti, deve essere ribaltata, alla luce della presenza di professionalità elevate negli enti pubblici. Il cambiamento di cultura da parte degli amministratori, in particolar modo locali, che hanno mutuato dal mondo aziendale alcune caratteristiche positive di management, sta migliorando, seppur lentamente, l’efficienza dell’intero sistema. La lentezza dei processi di cambiamento e di rinnovamento sta cedendo il passo a una capacità di risposta in tempi brevi al mutamento delle esigenze di mercato. La diffusione delle tecnologie informatiche e telematiche è un elemento strategico che ha consentito miglioramenti inizialmente applicati ai soli processi contabili e ai flussi documentali e organizzativi interni, ma in tempi recenti si stanno utilizzando anche per i servizi erogati ai cittadini. La fase di ammodernamento tecnologico è sostanzialmente terminata. Si può certamente affermare che ogni ufficio ha in dotazione almeno una postazione informatica collegata in rete. È quindi giunto il momento per la P.A. di concentrarsi sul maggior capitale a disposizione, che sono le risorse umane. In questo scenario l’e-learning si propone come metodologia dotata di alcuni vantaggi, ampiamente descritti nel lavoro, che si possono sommariamente riassumere in: flessibilità nello spazio e nel tempo per migliorare la gestione dell’apprendimento e la personalizzazione del percorso formativo. La formazione tradizionale è certamente insostituibile in quanto portatrice di rapporto umano diretto, con tutta l’efficacia della comunicazione verbale e della personalizzazione della docenza durante il momento uditorio.
    Con l’e-learning si cerca di far leva su altri fattori come l’approfondimento verticale di un argomento, la correlazione con argomenti non direttamente connessi a quello principale, l’asincronicità rispetto al docente, I’autovalutazione e I’autoaggiornamento, che sono le potenzialità alla base della formazione continua, il “life long learning”.
    Visto dal lato delle Pubbliche amministrazioni l’e-learning è sempre stato il “parente povero” dell’e-government, quello su cui si sono investiti meno soldi, meno risorse, meno aspettative. L’immaterialità che contraddistingue i corsi a distanza, in una società ancora poco digitale, suscita, infatti, molte insicurezze da parte dei referenti amministrativi che li percepiscono, spesso, con il timore di un investimento al buio. Il vero nodo della questione è, che l’e-learning è uno strumento complesso, di solito sottovalutato, affrontato con poca competenza o completamente demandato ad un fornitore esterno. La vera forza dell’e-learning, invece sta nel permettere di imparare facendo, di apprendere ciò che veramente serve.
    L’intento del lavoro è quindi quello di analizzare le potenzialità dei social network, ovvero le community, in particolare le cosiddette comunità di pratica, per favorire la formazione lungo l’arco della vita.
    In questo contesto, la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale (Sspal), ha valutato queste potenzialità, favorite anche dal momento di cambiamento interno dovuto al riassetto strutturale a seguito della riforma prevista dal D.P.R. 27/2008. Contestualmente a questo cambiamento si è deciso di esplorare, attraverso un questionario somministrato ai segretari comunali e provinciali, la possibilità di inserire una community per la formazione permanente. Questa unità del lavoro è stata trattata nella seconda parte.
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