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Il gioco teatro nella dimensione terapeutica e didattico-educativa

Autore
Maria Rita Parenti - Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli - [2006]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 60 pagine
  • Abstract
    Il gioco è la manifestazione essenziale dell’infanzia che ne caratterizza tutte le attività e con il quale si delineano e si sviluppano le principali capacità del bambino (senso-motorie, socio-affettive, costruttive, espressive, intellettuali) giacchè implica la più vitale partecipazione di tutta la sua personalità.
    Attraverso il gioco il bambino penetra in modo attivo nella realtà naturale e umana e scopre via via se stesso, perciò esso costituisce il motivo e l’esperienza di tutta la sua vita scolastica1.
    Uno dei benefici maggiori dell'’attività ludica è la sensazione di benessere. Questa nasce probabilmente da ciò che la madre trasmette al bambino nel primo anno di vita, per proseguire in quella che Erikson chiama “età del gioco”. Durante questo periodo il bambino “entra a far parte del mondo della scuola materna, dei giardini pubblici o della strada”. Questo periodo prezioso offre al bambino l’opportunità di sviluppare quel senso ludico e creativo che, secondo Erikson, apre la strada all’empatia, all’elasticità e all’umorismo che saranno poi necessari da adulti e porteranno alla graduale acquisizione di rapporti più concreti con la realtà.
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