Home Sociologia
Home Sociologia
I benefici della Csr (responsabilità sociale di impresa) sulle imprese: studio empirico sulla realtà senese

Autore
Leonardo Fedi - Università degli Studi di Siena - [2007-08]
Documenti
  • Preview
  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 59 pagine
  • Abstract
    Nel 2001 il Libro verde della Commissione Europea, definisce la CSR (Corporate Social Reporting) “l’integrazione,su base volontaria, da parte delle imprese, delle preoccupazioni sociali ed ecologiche nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate”. Il Ministero del Welfare propone un approccio volontario alla CSR e, per diffonderla sul territorio nazionale, ha siglato con Unioncamere un protocollo d’intesa che prevede l’apertura di sportelli di informazione e assistenza alla imprese presso le Camere di commercio. Nella sua accezione più ampia quindi il CSR definisce tutti i potenziali sinonimi dell’attività di rendicontazione di tutte le performance sociali e/o ambientali derivanti dall’attività economica svolta dall’azienda.
    In altre parole, il CSR indica l’attività di self - reporting da parte delle aziende attraverso la quale le informazioni di natura qualitativa e quantitativa relative agli effetti ambientali e sociali dell’attività aziendale vengono veicolate, utilizzando diversi media (report annuali ad esempio).
    Le reazioni al Libro verde rivelano un ampio consenso delle imprese che reputano che la loro responsabilità sociale rivestirà un'importanza strategica per assicurare il loro successo commerciale a lungo termine. La capacità potenziale delle politiche della CSR di rafforzare la simbiosi tra le imprese e la società è già stata dimostrata in taluni ambiti, quali la crescita sostenibile, l'istruzione e la coesione sociale.
    Grazie alla CSR, nell'impresa si crea un'atmosfera di fiducia, a sua volta fonte di un più serio impegno da parte delle maestranze, nonché di migliori risultati nel campo dell'innovazione. Un simile clima di fiducia nelle interrelazioni tra altri stakeholder (partner commerciali, fornitori e consumatori) può dar luogo a risultati ancora più evidenti nelle relazioni esterne sul piano dell'innovazione. La
    fiducia dei consumatori, favorita dall'atteggiamento responsabile delle imprese, può' rivelarsi un fattore importante di crescita economica. Più esattamente, attuando politiche socialmente responsabili, le imprese possono aiutare a prevenire e a combattere la corruzione e a proteggere se stesse dal riciclaggio del denaro e dal finanziamento di attività criminali.
    La tematica del CSR è stata oggetto di ricerca della comunità economico – aziendale per quasi 30 anni. Ciò nonostante, è nel corso dell’ultimo decennio che si è assistito ad un forte e generalizzato (per certi versi inatteso) incremento di interesse per le problematiche legate alla rendicontazione delle attività sociali e ambientali.
    La novità rispetto al passato è il riconoscimento, pressoché unanimemente condiviso, di una responsabilità sociale di impresa che deve affiancarsi e combinarsi in modo opportuno con quella economica. Questa responsabilità tende, in linea di massima, a travalicare i rapporti con gli stakeholders diretti, per ampliarsi su una base più propriamente comunitaria. In altri termini all’impresa devono competere anche la difesa dell’ambiente, per il quale essa rappresenta una possibile fonte di inquinamento con il conseguente miglioramento della vita della comunità in cui risiede.
    La letteratura del social environmental accounting and reporting che si è focalizzata sullo studio dei fattori che risultano rilevanti per interpretare la corposità e la natura del CSR risulta ampia: numerose ricerche, infatti, sono state condotte per analizzare gli effetti e le relazioni di dipendenza che le variabili di Corporate (grandezza aziendale, settore industriale di appartenenza, età aziendale, risultati economico – finanziari, ecc.) e quelle Contestuali (contesto sociale, politico e economico, paese di origine, ecc.) producono sulle CSR.
    Al fine di studiare la RSI e renderci conto dell’effettiva presenza o meno di tali pratiche all’interno delle piccole e medie imprese, sono stati analizzato i risultati di uno studio empirico condotto all’interno della provincia di Siena su tali tipologie di aziende.
    L’indagine proposta si è basata sulla somministrazione di un questionario ad un campione significativo di imprese.
    L’universo di riferimento erano le PMI presenti nella provincia di Siena. Al questionario hanno risposto novantadue imprese che rappresentavano un dato significativo. Il nostro Campione poteva essere inquadrato in tre macro settori economici (Agricoltura, Industria e Costruzioni, Commercio e altre attività); il dato che ne è risultato è che quarantuno appartenevano al settore “industria e costruzioni”, trentuno al settore “commercio ed altre attività” mentre le restanti venti al settore “agricoltura”.
    I risultati così ottenuti mi hanno rivelato una certa superficialità nelle performance di RSI, una dispersione dei fondi impegnati in queste attività che non portano quasi mai a risultati e ad un sensibile ritorno di immagine o ad un vantaggio competitivo riscontrabile.

    Questa tesi è correlata alla categoria
    ARTICOLI AUTORI LIBRI DOSSIER INTERVISTE TESI GLOSSARIO PROFESSIONI LINK CATEGORIE NEWS Home

    Skype Me™! Tesionline Srl P.IVA 01096380116   |   Pubblicità   |   Privacy