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Istituzioni del cambiamento e cambiamento delle istituzioni

Autore
Patrizia Di Giovanni - Università degli Studi di Catania - [2006-07]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 165 pagine
  • Abstract
    Istituzioni del cambiamento e cambiamento delle istituzioni: la scelta di porre un chiasmo a titolo di questa tesi mira ad evidenziare, attraverso l'incrocio di significato, l'ambivalenza della situazione in cui versa da alcuni decenni la pubblica amministrazione italiana, stretta tra la polarità repressiva del cambiamento come atto dovuto e la polarità desiderante ed espressiva del cambiamento come fatto autenticamente e pienamente voluto. La crescente complessità, che caratterizza l'odierno contesto sociale, determina una rapida obsolescenza delle conoscenze e delle competenze che costituiscono il bagaglio culturale cui gli individui fanno riferimento per affrontare la pluralità e la varietà delle situazioni lavorative che quotidianamente li impegnano. In questo mutevole scenario, prodotto dall'avvento della società della conoscenza in cui il vero valore competitivo di un'organizzazione è rappresentato dalle risorse umane, le istituzioni, ancorate ad una logica burocratica e caratterizzate da rigidità e totale aderenza alle norme, esprimono una situazione di disagio strette tra nuove emergenti esigenze ed aspettative a cui non riescono a dare risposte adeguate. Esse vivono, dunque, un periodo di profonda transizione e ambivalenza, combattute tra la consapevolezza della propria inadeguatezza a far fronte alle sfide di una società in rapidissima evoluzione ed il timore di dover abbandonare rassicuranti routine fatte di tempi e modi conosciuti e consolidati.
    Questo lavoro di tesi prende avvio da un'analisi della peculiarità del fenomeno istituzionale, evidenziandone la natura complessa e multidimensionale e la diversità rispetto al contesto delle organizzazioni produttive. In particolare, nel primo capitolo viene considerato il problema del cambiamento istituzionale, analizzato attraverso le prospettive e i paradigmi classici di studio. L'attenzione si è focalizzata su tre diversi approcci: istituzionale, sociologico e psico- socio-analitico, considerando tre contributi fondamentali in merito a questo argomento, quelli prodotti da Georges Lapassade, Michel Crozier ed Elliott Jaques.
    Il secondo capitolo esamina la situazione attuale della pubblica amministrazione italiana, impegnata nel difficile e complesso tentativo di trasformare se stessa da istituzione ad organizzazione, attuando un'inversione di rotta da una logica burocratica ad una cultura manageriale che privilegi l'efficienza, l'efficacia e la qualità. In tale ottica si pone in evidenza il ruolo fondamentale che può svolgere la formazione nell'avviare e supportare tali processi.
    Infine, il terzo capitolo offre una prospettiva futura per attuare in modo concreto il cambiamento. Vi si tratteggiano i caratteri essenziali di una nuova attività manageriale, il knowledge management, e di un costrutto innovativo, la comunità di pratica, funzionali alla creazione di valore ed alla diffusione della conoscenza all'interno dell'organizzazione.
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