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Voci di guerra. Storia del giornalismo di guerra dal 1856 al 2008

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Marco Soggetto - Università degli Studi di Milano - Bicocca - [2007-08]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 323 pagine
  • Abstract
    L’argomento di questa Tesi di laurea specialistica concerne una particolare branca della professione giornalistica, indissolubilmente legata alla più antica costante della storia umana: la guerra. Una Tesi interamente dedicata al migliore, ed in molti casi unico, strumento in grado di dissipare le nebbie, le menzogne, le dicerie ed il vuoto che da sempre circondano ed offuscano i meandri sanguinosi dei conflitti.
    Obiettivo di questo lavoro sarà la fedele descrizione del pericoloso ed affascinante mestiere di inviato di guerra, dalle origini al giorno d’oggi, fino alle sue probabili evoluzioni future. Per raggiungere questo scopo impegnativo, tuttavia, si renderà indispensabile un’accurata ed approfondita premessa storica, poiché – nel caso del giornalismo di guerra e, generalizzando, in molti altri settori – solamente l’analisi e la comprensione del passato possono permettere la delucidazione del presente.
    Le guerre dei secoli scorsi ed i loro cronisti apriranno la strada alla spiegazione delle modalità di lavoro, dei nuovi strumenti e sempre nuovi rischi che accompagnano gli odierni inviati. Verranno seguiti alcuni importanti nomi della stampa nazionale, mediante pubblicazioni ed interviste realizzate dall’autore, cercando di rispondere ad alcune domande: quale è stato il cambiamento apportato alla professione giornalistica dagli ultimi conflitti? Quali sono i nuovi pericoli per l’inviato, come ne risente il lavoro sul campo? La censura e l’ostracismo nei confronti della stampa nei teatri bellici, l’evoluzione delle tecnologie a disposizione dei media, la brutale involuzione dello status di giornalista – da cronista dei fatti a preda – hanno modificato o stravolto questo mestiere?

    In un mondo sempre più “vicino”, grazie alle incredibili possibilità di collegamento istantaneo offerte dall’informatica e dalle telecomunicazioni, si è giunti ai primi casi di “superamento” – in termini di rapidità divulgativa, non ancora di professionalità – del giornalista. Verrà analizzato il fenomeno del citizen journalism, con particolare riguardo al suo versante militare.
    “Arma virumque cano”, emblematico incipit virgiliano, idealmente assurto a descrizione dei tanti cantori delle guerre umane, riassume e rilancia l’interrogativo alla base di questa Tesi. Chi sono i giornalisti di guerra? Quale, il loro passato, la loro storia?
    Come nasce, e come si applica nel difficile lavoro quotidiano, la vocazione a seguire lo scatenarsi su larga scala del più brutale ed ancestrale degli istinti umani, la violenza?
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