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La metafora nel linguaggio della pubblicità

Autore
Giulia Pacioni - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2007-08]
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  • Tesi completa: 93 pagine
  • Abstract
    La pubblicità è radicata all’interno della nostra vita e, influenzando il nostro pensiero, si insinua nel nostro linguaggio quotidiano.
    La pubblicità ha come scopo quello di vendere dei prodotti, richiamando l'attenzione su di essi per condizionare le scelte dei consumatori e spingerli a desiderare di possedere proprio quell'articolo. Il messaggio pubblicitario deve rendersi, dunque, il più possibile comprensibile ma, nello stesso tempo, essere abbastanza originale da catturare l'attenzione e sollecitare la curiosità dei potenziali clienti. Per far ciò, a livello linguistico, adotta specifici stratagemmi: fa ricorso a meccanismi retorici di forte impatto e sceglie un lessico facilmente comprensibile così da garantire la massima chiarezza pur utilizzando costruzioni accattivanti.
    Il discorso pubblicitario è lo specchio del comportamento verbale di una società e della cultura da cui muove, e la metafora stessa può essere considerata a buon diritto indizio di modelli culturali. Non a caso il linguaggio della pubblicità è ricco di metafore che, rispettando il principio dell’economia linguistica, condensano tutte le caratteristiche del prodotto, essenziali o meno, su cui si vuole attirare l’attenzione. La maggior parte delle metafore si sono evolute nella nostra cultura attraverso un lungo periodo di tempo; di esse molte ci sono imposte da coloro che detengono il potere: capi politici, religiosi, economici, pubblicitari, media ecc.
    Nel presente lavoro mi sono occupata della metafora “imposta”, della metafora che ci viene suggerita quotidianamente dal linguaggio pubblicitario, della metafora che non percepiamo più come tale ma che utilizziamo come espressione letterale: dei modelli di comunicazione metaforica nel linguaggio della pubblicità. Per far ciò, dopo aver introdotto nel I capitolo le caratteristiche della pubblicità e del linguaggio per essa utilizzato, e dopo aver trattato alcune nozioni basilari della retorica, fondamentali per la pubblicità, nel II capitolo ho passato in rassegna teorie relative alla metafora elaborate da linguisti e da studiosi di altri settori comunque interessanti: la metafora, tradizionalmente presentata come puro ornamento linguistico appartenente alla retorica, è stata estrapolata da quel contesto e indagata come processo centrale e strutturale della mente e del pensiero.
    Dato il ruolo preminente della metafora nel linguaggio pubblicitario, in questo lavoro, mi sono proposta di analizzare le espressioni metaforiche individuabili nei messaggi pubblicitari, avvalendomi di strumenti mutuati dalla linguistica cognitiva al fine di descriverne la tipologia.
    A tale scopo nel III capitolo, dopo il necessario inquadramento teorico, ho analizzato cinquanta messaggi pubblicitari per i quali sono state impiegate metafore e le ho classificate a seconda del tipo e della frequenza del tipo stesso. A tale analisi ho fatto seguire le conclusioni che ho corredato di alcune tabelle atte a meglio illustrare i risultati dell’indagine da me condotta e di una Appendice.
    Una volta concluso, inoltre, non ho potuto fare a meno di riflettere su come la nostra mente, pur non essendone consapevole, viene quotidianamente bombardata dal fenomeno pubblicitario e subdolamente spinta ad assumere determinate abitudini e a compiere specifiche scelte, ciò soprattutto grazie all’utilizzo della metafora che, ponendosi come espressione linguistica familiare, inganna in modo insidioso ma estremamente intelligente il pubblico.
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