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L'educazione femminile in Giappone

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Rosa Pica - Università degli Studi di Napoli - Federico II - [2001-02]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 157 pagine
  • Abstract
    Il presente lavoro analizza una delle società più complesse e affascinanti del mondo, quella giapponese.
    La società giapponese, sempre in continua evoluzione, è caratterizzata da importanti e diverse realtà sociali e culturali, una di queste, analizzata in questo lavoro, è la particolare condizione della donna. Lo studio della condizione della donna nella società giapponese è stato trattato considerando la sua evoluzione nel tempo: dalle dame di Corte del periodo Heian (794-1185 d.C.) alle donne emancipate del ventesimo secolo.
    Tante cose sono cambiate dall’antico Giappone ad oggi per le donne, non solo in senso positivo. Infatti, la maggior parte delle donne, a prescindere dal loro progresso nel campo lavorativo, assumono ancora oggi atteggiamenti di servilismo nei confronti degli uomini.
    Obiettivo dell’ approfondimento sulla condizione femminile è il tentativo di fare “avvicinare” la nostra cultura a quella giapponese, nella convinzione che attraverso la conoscenza di questa cultura sia possibile apprezzare alcuni aspetti del modo di vivere e dei costumi di tale società.

    Il presente lavoro analizza, come si è detto, l’educazione femminile e il ruolo che ha avuto la donna nella società giapponese del passato e contemporanea.
    Accanto a questi temi, principali nel presente lavoro, si è trattato anche dell’infanzia in Giappone ed in particolare delle tecniche pedagogiche utilizzate in quel Paese.
    Tuttavia mentre lo studio dell’educazione e del ruolo della donna è stato affrontato analizzandone l’evoluzione nel tempo, per quanto riguarda l’infanzia si è descritta l’educazione infantile nel solo Giappone contemporaneo, ciò a motivo delle scarse fonti bibliografiche a riguardo e della non centralità di tale argomento nel presente lavoro.
    Nel primo capitolo viene trattata la condizione delle donne nell’antico Giappone, attraverso i diari di quattro dame che vissero alla Corte di Kyoto, durante il periodo Heian (794 – 1185 d.C.).
    Particolarmente piene di fascino sono le descrizioni del modo di vivere delle dame di Corte, del loro porsi nei confronti degli uomini, delle loro abitudini e modi di comportarsi e di vestirsi molto particolari.
    Nel secondo capitolo viene affrontato il ruolo che ha la donna nel mondo di oggi; si analizza il suo sviluppo in campo lavorativo e la presa di coscienza della sua identità umana e delle sue capacità.
    Negli ultimi anni, inoltre si è avuto anche un notevole aumento del tasso di istruzione superiore femminile, dato questo, a testimonianza dell’evoluzione della condizione della donna giapponese.
    Nel terzo capitolo si esamina l’infanzia e l’educazione dei bambini giapponesi, sottolineando i metodi utilizzati dagli insegnanti giapponesi e la loro diversità rispetto alle metodologie occidentali.
    In Giappone infatti la metodica di insegnamento è finalizzata a far socializzare i bambini tra loro: si da infatti maggiore importanza alla relazione bambino-bambino piuttosto che a quella bambino–insegnante più tipica della nostra cultura.
    Nel capitolo sull’infanzia, inoltre, vengono trattate le differenze educative tra maschi e femmine.
    Dopo aver trattato dell’educazione infantile e delle differenze pedagogiche tra maschi e femmine, infine, nell’ultimo capitolo viene analizzata l’educazione delle donne e precisamente quella delle geishe tra il periodo Edo, che va dal 1600 al 1867 d.C., e l’era Meiji, che va dal 1868 al 1911, quando le geishe lavoravano nei cosiddetti Kissaten, cioè le botteghe del caffè, dove avevano il compito di servire i clienti, avere modi gentili e cordiali e conversare con loro.
    Inoltre in esso, si analizza il ruolo e il particolare significato che ha assunto la figura della geisha non solo nell’antico Giappone ma anche in quello contemporaneo.
    Infatti, in questo capitolo viene affrontato anche l’educazione molto severa ricevuta da una donna occidentale, Liza Dalby, in una comunità di geishe, nella città di Kyoto.
    Particolarmente interessante è stato, infine, l’affermarsi del teatro Kabuki, sorto nel diciassettesimo secolo, in cui si manifestava la più sublime arte di imitazione femminile, chiamata l’onnagata, impersonata da uomini dall’aspetto alquanto fragile, che offrivano una versione idealizzata della donna, una stilizzazione femminile.
    Gli argomenti trattati nei capitoli fanno riferimento a testi menzionati nella bibliografia posta alla fine del volume.
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