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Tra carisma e populismo: un tentativo di esplorazione

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Donatella D'Addante - Università degli Studi di Cagliari - [2007-08]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 60 pagine
  • Abstract
    Nello svolgimento di questa tesi si è partiti dal concetto di capo carismatico tradizionale, riprendendo Max Weber per poi osservare la leadership storica secondo Luciano Cavalli e si è successivamente passati alla sua metamorfosi col mutare della società. Si è voluta tratteggiare la figura del nuovo leader visto il cambiamento del rapporto leader-popolo, tenendo conto della struttura di Partito: organizzazione interna, problema di delegittimazione, scandali (per esempio Tangentopoli), mancanza di fiducia, rapporto minoranza – elite, ecc. Si è cercato di dare risposta a come realmente sia oggi il leader politico, al ruolo contemporaneo del carisma e al riconoscimento del leader, su come venga percepito dalla base e dal popolo in genere (dalla delegittimazione si assiste alle elezioni primarie o dirette, come le elezioni di sindaco e governatore regionale); l’importanza dell’immagine (il diverso tipo di comunicazione politica odierna, vedasi importanza sempre maggiore assunta dalla televisione) più che dei contenuti. Qui si inserisce il populismo, fenomeno sempre esistito ma che da qualche tempo ricompare in nuova veste ed è interessante notare e analizzare il suo rapporto con la democrazia e la demagogia con una figura di capo carismatico oramai svilita, essendo più che altro un demagogo.
    Ormai è mutato il modo di fare politica; prima le classi sociali erano ben definite (si sapeva che l’operaio votava a sinistra, per esempio) mentre oggigiorno non è chiara la distinzione tra destra e sinistra; si assiste a un livellamento di programmi con unica differenza la trasformazione del carisma del leader e delle diverse strategie comunicative. Con il cambiamento della società verso un pluralismo più ampio è mutato anche il partito dal punto di vista organizzativo (rapporto partito- popolo; leader-popolo). Il politico di una volta proveniva dalla gavetta mentre ora il reclutamento avviene in modo diverso, attraverso l’utilizzazione mediatica, le varie strategie comunicative affidate a veri e propri professionisti, perché niente è più lasciato al caso.
    Secondo alcuni autori come Colin Crouch si è di fronte a ciò che egli chiama ‘postdemocrazia’: "Quella situazione in cui una condizione di frustrazione e disillusione fa seguito a una fase democratica, quando le élite politiche guidano i bisogni della gente e quando gli elettori vanno a votare secondo convinzioni date da campagne elettorali gestite dall’alto. E’ la parabola discendente della democrazia".
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