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Vita di strada e cultura della precarietà

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Fabrizio Boni - Università degli Studi di Roma La Sapienza - [2002-03]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 163 pagine
  • Abstract
    Questa tesi prende in esame la realtà delle persone senza fissa dimora, cercando di descriverla ed interpretarla da un punto di vista antropologico. Da sempre definita sul piano sociale come epifenomeno della povertà, la vita di strada viene qui indagata nel suo potenziale creativo alla ricerca di relazioni, strategie comuni, occupazioni insolite e ridefinizioni di senso.
    La trattazione parte da una ricerca sul campo che ho condotto alla Stazione Termini di Roma, analizzando la nascita, l'evoluzione e infine l'estinzione della Famiglia di Via Marsala: un gruppo di dieci persone - diverse per età, sesso e provenienza - che da settembre 2001 sino a maggio 2002 hanno dato luogo ad una inedita esperienza di vita in comune. La ricerca, condotta secondo la metodologia dell'osservazione partecipante, mi ha portato a ricostruire la genesi delle relazioni interne, la rete delle relazioni esterne, la mappatura degli spazi condivisi e le traiettorie individuali, consentendomi di gettare le basi per la formulazione di una teoria antropologica della vita di strada.
    In tal senso la cultura della precarietà - partendo dalle teorie di Hannerz, di Goodenough e di De Certau e dagli studi di Cohen, di Colombo e Navarini, di De Angelis, ed altri - descrive un insieme di dispositivi di adattamento e di socializzazione capaci di ridefinire le identità disgregate delle persone senza fissa dimora.
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