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Realtà applicativa delle misure alternative alla pena e risocializzazione del reo

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Massimo Giorgi - Università degli Studi di Perugia - [2006-07]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 53 pagine
  • Abstract
    La genesi delle misure alternative è tradizionalmente individuata nella crisi della pena detentiva, per secoli medesima risposta a tutte le violazioni possibili della Legge Penale.
    La pena detentiva della reclusione in carcere, che aveva sostituito la tortura e le pene corporali, respinte in nome dei principi umanitari e civili per spostare l’oggetto della pena dal corpo allo spirito (privazione della libertà), dopo secoli di splendore appariva come una soluzione esclusivamente afflittiva e non rieducativa, molto costosa e carente di rendimento sul piano della difesa sociale.
    Nel concetto di trattamento penitenziario, comprendente le attività che regolano e assistono la privazione della libertà per l’esecuzione di una sanzione penale, rientrano le norme dirette a tutelare i diritti dei detenuti, i principi di gestione degli istituti penitenziari, le regole che attengono alle somministrazioni e prestazioni dovute ai privati della libertà .
    Il legislatore, ritenuto che fino ad oggi per i reati più gravi non si è trovato un valido sostituto alla prigione, per una serie di comportamenti criminali minori, ha elaborato dei sistemi meno afflittivi, meno costosi e più utili alla rieducazione del reo ed al suo reinserimento sociale .
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