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Dov'è finita l'opinione pubblica al tempo del social-network? Riflessioni su newmedia e comunicazione

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Nicola Giusto - Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia - [2007-08]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 62 pagine
  • Abstract
    La grande dicotomia.

    Lʼidea allʼorigine della mia tesi nasce a Novembre 2007 quando partecipai ad un ciclo di tavoli di lavoro ai quali erano invitate diverse organizzazione e associazione no-profit del territorio veneziano. Lʼobiettivo delle conferenze era quello di valutare quanto e come i moderni mezzi di comunicazione potessero favorire le singole realtà associative nellʼorganizzazione e nella diffusione delle proprie attività e nello sviluppo di una rete di comunicazione comune alle diverse associazioni.
    Ci trovavamo quindi tutti di fronte alle domande già poste tre anni prima dallʼolandese Lovink, tra i padri del Net-Criticism “Quali modelli sono diventati dominanti nella scena di Internet no-profit? Come hanno distribuito il potere in Rete le comunità degli artisti?”
    Il testo qui presentato, steso tra Febbraio e Maggio 2008, partendo da tali presupposti, vuol essere unʼanalisi approfondita del legame che ha, da sempre, interessato comunicazione, opinione pubblica e pubblicità delle informazioni. In parte programmatica, la vastità e la complessità degli argomenti sono tali da non permettere unʼopera né enciclopedica né definitiva, la tesi è internamente divisa in tre parti.
    La prima Storia e crisi del concetto di opinione pubblica è una panoramica sul significato e sulle cause che, in tempi recenti, hanno messo in crisi tale nozione; in parte organizzata cronologicamente, focalizza lʼattenzione su: il modello proposto da Habermas, la comunità nel mondo greco, autori e correnti dei principali studi sulla materia del novecento.
    La seconda parte, Pubblico e Potere, mette in luce il fondamentale ruolo giocato dallʼopinione pubblica nel sistema liberale e nelle democrazie occidentali moderne. A partire dalla constatazione che “Sin dallʼavvento della società, dallʼemmissione della sfera domestica e delle attività relative nellʼambito pubblico, lʼirresistibile tendenza a crescere, a fagocitare tanto più i vecchi domini del politico e del privato quanto la sfera più recente dellʼinteriorità, è stata una delle più spiccate caratteristiche del nuovo dominio.” Ci si chiede poi se questo modello possa funzionare anche nel mondo contemporaneo e quali siano i paradigmi da adottare per salvaguardare la pubblicità del potere democratico.
    Nel terza ed ultima parte infine, Pubblico e Media si tentano di chiarire i complessi legami tra ambiente mediatico e sociale a partire dal seguente punto interrogativo: come cambia la vita delle persone quando ai media classici del novecento (televisione, radio, cinema, telefono in primis) subentrano i newmedia? E ancora, quali sono le regole alla base della società dellʼinformazione considerando che - Internet in pochi anni è passato da 20 milioni di utenti nel 1996 agli oltre 300 milioni nel 2000 - ?

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