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La fecondità in Italia: riflessioni teoriche ed evidenze empiriche in un confronto tra le province

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Patrizia Cerri - Università degli Studi di Pisa - [2006-07]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 201 pagine
  • Abstract
    Una delle questioni oggi più dibattute, in ambito demografico e non solo, è quella della bassa fecondità italiana. La fecondità è la manifestazione concreta, e quindi misurabile, della capacità fisiologica di procreare. Si parla di bassa fecondità in quanto il tasso di fecondità totale si aggira in Italia, ormai da più di un ventennio, intorno ai 1,2-1,3 figli in media per donna, un valore ben al di sotto di quella che è la soglia necessaria a garantire almeno il rimpiazzo della generazione precedente, cioè 2,1.
    Il primo obiettivo del nostro lavoro è stato quello di tracciare un quadro teorico sulla fecondità. Abbiamo così ripercorso l’evoluzione storica della fecondità in Italia dal secondo dopoguerra ad oggi e confrontato la situazione italiana presente con quella degli altri paesi. Abbiamo, poi, cercato di delineare quello che è l’approccio più strettamente demografico allo studio della fecondità. Sono stati esposti i più noti tentativi di spiegazione dei comportamenti riproduttivi ed è stato fatto cenno dell’attuale dibattito sulle possibili cause e conseguenze della bassa fecondità.
    Il secondo obiettivo è stata una verifica empirica della situazione della fecondità italiana attraverso un confronto tra le province. Dopo una comparazione tra i dati provinciali recenti e tra questi e quelli degli ultimi decenni, abbiamo cercato di individuare una serie di variabili di natura socio-economica che potessero essere in grado di spiegare i comportamenti riproduttivi.
    Avvalendoci di software statistici, è stata studiata la relazione tra queste variabili e il tasso di fecondità totale delle province italiane attraverso un’analisi di correlazione e regressione. Il modello applicato ci ha condotti alla conclusione che più del 60% della variabilità del tasso di fecondità totale tra le province può essere spiegata da tre sole delle undici variabili da noi prese in considerazione: l’età media della madre al parto, il tasso di attività totale e il tasso di nuzialità.
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