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Le tentazioni magiche. Una ricerca sulla figura del mago nella società senese contemporanea.

Autore
Beatrice Pacini - Università degli Studi di Siena - [1996-97]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 320 pagine
  • Abstract
    Il mondo della magia ha sempre esercitato su di me un certo fascino e avvicinandomi al momento della tesi di laurea ho colto l’occasione per fare una indagine sulla magia in Toscana ed in particolar modo su Siena e provincia. Non avendo nessun punto di riferimento specifico da cui partire ho cominciato la mia indagine dando retta alla vox populi e al mezzo televisivo per ottenere dei nominativi.
    Per questa mia tesi ho raccolto un materiale “vivo” cioè ho cercato di poter far immergere il lettore proprio nell’esperienza che io ho vissuto incontrando i maghi nel territorio senese. Non ho tagliato, censurato niente nelle mie trascrizioni perché ho voluto riportare parola per parola, con le frasi prive di senso logico, di grammatica, sature di vernacolo e così via; in quanto desidero offrire un lavoro caratterizzato dalla immediatezza e dalla spontaneità. Le interviste da me fatte durante l’anno 1996 voglio che siano testimonianza fedele di ciò che i cosiddetti operatori dell’occulto mi hanno raccontato, senza costrizioni, nel corso del nostro dialogo. Inserirsi nel loro mondo sia fisico che culturale non è stato per niente facile. All’inizio ho incontrato varie difficoltà perché molti maghi non mi hanno concesso l’intervista ed altri mi hanno cacciata in malo modo. Il bisogno di magia è una esigenza sentita quasi a tutti i livelli sul piano sociale, ma soprattutto il bisogno di magia è come un’eco che risuona nel profondo di ciascuno di noi. Per capire la magia dobbiamo fare uso non di una conoscenza causale perché non esaurisce l’intera realtà; dobbiamo dare spazio alla esperienza immediata della intuizione che ci fa allargare i confini della conoscenza ottenuta con la ragione. Quest’ultima deve fondarsi sulla intuizione perché solo seguendo questa via l’uomo potrà avvicinarsi alla cultura magica con la consapevolezza che non è qualcosa di arcaico, di camuffato o di patologico.
    La nostra identità sociale e culturale non può essere più legata ad una visione del mondo razionale e scientifica perché oramai la realtà è caratterizzata da una mescolanza tale che ogni confine si sfuma: la magia oscilla in un orizzonte che comprende più visioni del mondo sia vecchie che nuove.
    Sono convinta che la scelta tra accettare la prospettiva magica o quella scientifica non è di tipo cognitivo ma di tipo etico. Non è l’evidenza empirica ma solo una definizione personale che ci fa optare per l’una anziché per l’altra.
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