Home Sociologia
Home Sociologia
Il mondo di Padania. La costruzione dell'identità fra capi, guerrieri, fattrici e scudieri

Autore
Isabella Baricchi - Università degli Studi di Bologna - [2002-03]
Documenti
  • Preview
  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 335 pagine
  • Abstract
    Da più di un decennio il partito della Lega Nord è al centro di un indiscusso interesse da parte dei media e dell’opinione pubblica. Questa forte attenzione non nasce solo dalle provocatorie proposte portate avanti dal gruppo sul piano dell’organizzazione dello Stato - ovvero dall’idea antiunitaria e anticostituzionale dell’indipendenza del Nord Italia rispetto al potere centrale di Roma - ma anche, forse soprattutto, dall’anomalia, nel panorama italiano, di un leader carismatico come Umberto Bossi, che parla un linguaggio molto lontano da quello della politica tradizionale e organizza riti di massa dalla forte componente simbolica, tipici delle religioni politiche.
    Date queste premesse, non desta stupore il fatto che la comparsa della Lega sulla scena politica italiana abbia spinto molti studiosi ad interrogarsi sui motivi della sua nascita e le chiavi del suo successo. Traendo spunto dai risultati di questo filone di analisi, il mio lavoro si concentra dal punto di vista dell’analisi storico-politica sul progetto della “secessione” (del Nord dal resto dell’Italia), studiando in particolare il modo in cui il partito costruisce ex novo un’identità, quella della “nazione padana”, necessaria a legittimare le sue richieste sul piano politico.
    La fonte principale della mia ricerca è il quotidiano la Padania, organo ufficiale della Lega Nord, pubblicato a partire dal gennaio 1997. Mi sono basata, infatti, sull’idea che il giornale, utilissimo strumento di propaganda, svolga una funzione fondamentale nella trasmissione ai militanti delle idee del partito e nella costruzione simbolica dell’identità padana.
    Sulla base del materiale offerto dal quotidiano – articoli, immagini, interviste, riquadri pubblicitari – ho cercato di approfondire le modalità attraverso le quali la Lega riesce a creare e diffondere l’idea della Padania. Innanzitutto, analizzando come siano definite le caratteristiche del cosiddetto «popolo del Nord» e i suoi valori di riferimento, quali siano le entità considerate nemiche e in che modo la Lega costruisca per la sua “nazione” un passato storico che ne giustifichi le richieste di indipendenza. Un’attenzione particolare ho prestato anche ai riti e ai simboli attraverso i quali Bossi diffonde tra i militanti la sensazione dell’appartenenza a una comunità coesa e “altra” rispetto al popolo italiano.
    Nell’ambito dello studio della costruzione dell’identità padana mi è sembrato interessante inserire un discorso di genere. Poiché le informazioni sulla Lega trasmesse dai media – le adunate lungo il Po, l’immagine guerriera di Bossi, il suo linguaggio scurrile – la rappresentano come un partito che esalta la “virilità”, mi sono chiesta quale potesse essere, all’interno dell’universo padano, il ruolo assegnato alla donna. Per sviscerare questo punto sono partita dallo studio di un’associazione leghista, quella delle Donne Padane, nata nel 1998: ho passato in rassegna le attività promosse dall’organizzazione, i simboli utilizzati, i miti del passato a cui essa si ispira, allo scopo di comprendere in che modo le donne del partito si “autorappresentino”, ovvero che immagine abbiano di sé e quale immagine soprattutto vogliano trasmettere e divulgare al popolo femminile leghista.
    Poiché la Lega, nella costruzione dell’identità padana, attribuisce una notevole importanza all’istituzione familiare, ho immaginato che anche dai discorsi e dalle decisioni programmatiche del partito riguardo alla famiglia potessero emergere interessanti spunti riguardo ai modelli femminili proposti come archetipi.
    Ho analizzato, infine, sia il discorso leghista sul lavoro e la carriera femminile, in contrapposizione all’idea proposta della “donna - angelo del focolare”, sia il modo in cui il quotidiano di partito tratta le notizie aventi donne per protagoniste, chiedendomi se nel linguaggio utilizzato possa essere letto un atteggiamento “sessista”
    Questa tesi è correlata alla categoria
    ARTICOLI AUTORI LIBRI DOSSIER INTERVISTE TESI GLOSSARIO PROFESSIONI LINK CATEGORIE NEWS Home

    Skype Me™! Tesionline Srl P.IVA 01096380116   |   Pubblicità   |   Privacy