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I disabili nella scuola e nel mondo del lavoro

Autore
Gianni Di Tomaso - Università degli Studi di Cassino - [2004-05]
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  • Bibliografia
  • Tesi completa: 165 pagine
  • Abstract
    Nella tesi viene affrontato lo studio dell’integrazione del soggetto disabile nei vari contesti La storia dell’handicap e di come questo venga percepito dalla società è una lunga storia di esclusione, di segregazione e di diritti negati.Lungo questo secolo si passa a definire le persone in questa condizione da “indegne di vivere”, ad “handicappate”, “invalide”, “inabili”, “minorate”. Negli ultimi anni vengono definite persone con diritti e doveri, che esigono rispetto al pari delle persone normodate. Le leggi che in Italia regolano l’handicap sembrano arrivare solo dopo essere state a lungo richieste, riportando un notevole ritardo rispetto al manifestarsi delle esigenze.Chiunque ha potuto conoscere direttamente o indirettamente individui con deficit grave e anche gravissimo (sensoriale, fisico, neuropsicologico, comportamentale) i quali, pur manifestando un bisogno di assistenza continua e la necessita di usufruire delle protesi di vario genere, poiché muniti di buona intelligenza, riescono a seguire proficuamente l’attività scolastica o lavorativa.Vi sono altri che, pur fortemente handicappati, sono tuttavia così dotati, da saper esprimere modelli di vita e di pensiero magistrali. Dai risultati emersi in una ricerca scientifica ed empirica, si è potuto dimostrare che i soggetti diversabili se adeguatamente supportati con interventi professionalmente, socialmente e organizzativamente qualificati raggiungono buone capacità di maturazione, buoni livelli di inserimento attivo nel mondo scolastico, in quello sociale (culturale, sportivo, ricreativo, ecc.), lavorativo, civico. Ciò fa ribadire ancora una volta il significato varabile dell’attributo di “gravità”, che davvero non sta solo nell’individuo ma spesso si origina dall’interazione tra l’individuo e l’ambiente..Nella Tesi, brevi note introduttive sono dedicate alle definizioni di handicap che nel corso degli anni hanno contribuito a mutare la terminologia e il modo stesso di considerare l’handicap, passando dal termine negativo e offensivo al temine diversabile, termine positivo e propositivo, che ci suona bene, perché mette in evidenza l’essere diversamente abili di molte persone con problemi.Nel secondo capitolo viene sinteticamente descritta la tematica dell’integrazione scolastica dell’alunno disabile nella scuola comune, presentandola come il risultato di un’evoluzione legislativa verso una maggiore integrazione che ha avuto il suo culmine nella Legge Quadro n. 104 del 5 febbraio 1992. Affinché si realizzi una vera e propria integrazione dell’alunno disabile nella scuola bisogna che ci siano alcune componenti. Innanzitutto la scuola si deve preparare alla sua presenza, adattando i programmi ed attuando un percorso educativo individualizzato rispondente ai suoi bisogni particolari e che gli consenta di raggiungere gli obiettivi prefissati. Entra in campo allora la figura dell’insegnante di sostegno, il cui ruolo fondamentale è quello di fungere da punto di raccordo fra il disabile, la classe e gli insegnanti, e fra la scuola e la famiglia. Inoltre si sottolinea l’importanza del supporto fornito dagli stessi compagni di classe, grazie ai quali è possibile realizzare forme di tutoring e di apprendimento cooperativo che creano un clima favorevole all’apprendimento. Anche gli alunni normodotati, d’altro canto, traggono degli enormi benefici dal rapporto con un compagno disabile, a partire da una maggiore consapevolezza della diversità.
    L’attività di studio, riportata nei successivi capitoli affronta:
     il problema dell’integrazione lavorativa del diversabile facendo riferimento al “collocamento mirato” introdotto con il D.L. n.68 del 99;
     brevi note sull’art. 14 della legge Biagi;
     l’integrazione nel contesto sociale del diversabile con riferimento a fattori che molto spesso ostacolano l’integrazione quali le barriere architettoniche e quelle psicologiche.
    Nell’ultima parte della tesi viene riportata una valutazione dei dati emersi da un’indagine dell’Istat condotta nel 2004 sulle persone con disabilità.Mi sento di affermare che oggi sono cambiate molte cose, c’è un’apertura maggiore verso il problema disabilità, un interesse più profondo verso quelli che sono i sogni delle persone in cerca di una Vita Indipendente, anche se il lavoro che deve esser fatto è ancora tantissimo.
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