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Moda a Milano. Milano di Moda - Lo stretto legame tra la moda ed il territorio

Autore
Livia Bortolotti - Università degli Studi di Milano - [2006-07]
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  • Indice
  • Bibliografia
  • Tesi completa: 228 pagine
  • Abstract
    – Quanto vale Milano per la moda?
    – Quanto vale la moda per Milano?

    Già dal XVII secolo si assistette alla moda come istituzione della modernità. Il mondo della moda è caratterizzato da un’interazione continua di diversi attori, stilisti, pubblicitari, media, ecc.; il campo della moda, diversamente da quanto si potrebbe pensare, non è costituito solo da creatori, produttori, distributori e intermediari culturali, ma anche da consumatori, i quali possono essere e sono considerati i veri ideatori delle mode e degli stili urbani, che danno e restituiscono vigore e immagine soprattutto alle grandi città della moda. Parlare di moda, come segnala Yuniya Kawamura, docente di sociologia nel Fashion Institute Of Technology della State University of New York, non significa parlare solo di abiti o di stile vestimentario.
    Un tema trasversale a molte discipline e perciò a molti aspetti umani.
    In particolare, la sociologia si è interessata alla moda in quanto fenomeno collettivo, capace di produrre una certa uniformità del comportamento in un gruppo più o meno vasto di individui, in un determinato arco di tempo, definendo il rapporto esistente tra la moda e i processi di mutamento sociale all’interno delle società contemporanee.
    Fondamentali oggi più che in passato sono i contesti urbani di produzione in quanto la moda tende a concentrarsi in alcune particolari città dove è radicalmente strutturata, come Parigi, New York, Milano e Londra, perché la moda è un fenomeno che in qualche modo è radicato in un preciso contesto urbano. All’interno della città tende a ritagliare degli spazi in alcuni quartieri ben distinti: le strade sono come laboratori, fonte di ispirazione e diffusione delle mode, tanto che oggi si inizia a parlare di “strada di moda”, “quartiere alla moda” sia per indicare che gli showroom non sono più il mezzo statico tramite cui la moda si mostra ai consumatori e al pubblico, sia che le strade sono diventate le vere vetrine dinamiche della moda.
    Il legame tra la moda e Milano è molto stretto: la moda ha modificato il tessuto urbano attraverso la rivalutazione di alcuni quartieri semiperiferici. Le vecchie aree industriali riconvertite in centri commerciali e abitativi come via Savona, via Tortona, corso Como, zona Ticinese; luoghi di deindustrializzazione che la moda e i servizi hanno saputo recuperare e valorizzare per mezzo della creatività. Ma anche zone centrali quali, ad esempio, le zone Boccaccio-Cadorna e Mozart-Cappuccini, nelle quali i vecchi edifici borghesi sono stati recuperati e trasformati in showroom.
    La moda viene da me anallizata come un fattore di sviluppo non solo quantitativo ma anche di riqualificazione qualitativa della città.
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